Dal lievito un aiuto contro la peronospora e l’oidio
di Cristina Micheloni

Dalle pareti cellulari di uno specifico ceppo di Saccaromices cerevisiae (l’usuale lievito) arriva un aiuto per contenere peronospora, oidio e botrite. La sostanza si chiama cerevisiane e si trova già in commercio.

È un induttore di resistenza, quindi non agisce direttamente contro i patogeni ma stimola la pianta a produrre molecole che contrastano l’attacco dei patogeni stessi. In questo caso stimola la produzione di acqua ossigenata e stilbeni (dei fenoli), ovvero ciò che la pianta produce normalmente quando attaccata. Però in questo caso l’estratto di lievito induce la pianta a produrli prima dell’attacco ed in quantità elevata, in modo da renderla “equipaggiata” a difendersi nel momento in cui i patogeni arriveranno.

Sono state svolte diverse prove in Europa, soprattutto in Francia, su vite ma anche pomodoro, cetriolo e lattuga. I risultati indicano una buona azione ma attenzione però: è un aiuto e non un sostituto! Ci piacerebbe poter dire che con il lievito possiamo fare a meno del rame, purtroppo nella realtà non è così. Ma è pur sempre un utile aiuto, più che necessario in una strategia di riduzione del rame e degli altri fitofarmaci. Esso permette di evitare qualche trattamento rameico nei momenti di minor pressione, ad esempio ad inizio stagione o con andamento climatico favorevole, e di ridurre le quantità di rame nei successivi trattamenti addizionandolo allo stesso.

Si consideri sempre però che ha azione preventiva (come il rame) quindi utilizzarlo con l’infezione in atto non ha alcun effetto.

Infine: a scanso di equivoci, le molecole che la pianta produce per proteggersi dagli attacchi dei patogeni a noi non fanno affatto male! Anzi, spesso sono tra quelle sostenze protettive, nutraceutiche che comperiamo (e paghiamo non poco) in flaconcini, pillole e bustine. Un esempio per tutti: il resveratrolo che è uno dei fenoli che la vite produce anche su induzione del cerevisiane e che vedo in vendita (in polvere e purissimo) anche a 150 € per 100 g (1.500 € al kg!).