Piccoli orti in famiglia: il compost casalingo 2

10.04.2020

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Il compost casalingo – seconda parte

Di Daniela Peresson  – articolo pubblicato su Il Piccolo del 02/04/2020

In questi difficili momenti la disponibilità di un giardino o di un piccolo orto è particolarmente preziosa. I limiti di movimento a cui siamo sottoposti non permettono l’approvvigionamento di semi e piantine, ma siamo solo all’inizio della primavera e, complice il ritorno di freddo di questi giorni, possiamo ancora dedicarci con tranquillità alle attività di preparazione dell’orto.

Riprendiamo il discorso riguardo alla gestione del compost, che potrà ricevere tutti i rifiuti organici domestici: erba tagliata del prato (previo appassimento per ridurre eccessivo compattamento e fermentazioni non corrette), scarti della cucina, resti dell’orto, tutto quanto di organico e vegetale  abbiamo a disposizione, tenendo presente però che più legnoso e grossolano è il materiale, più lungo e difficile sarà il processo di degradazione. Ricordiamo poi che qualsiasi resto organico di origine animale può attirare presenze (ratti in particolare), che è meglio evitare.

Il compostaggio dovrebbe prevedere una fase di accumulo e una di “riposo” (cioè senza apporto di materiale fresco), durante la quale avvengono tutte le trasformazioni necessarie a produrre nuova e fertile terra! Nelle nostre cucine però produciamo scarti con continuità e quindi che fare? La soluzione più facile, da attuare impostando una compostiera a terra, rettangolare, delimitata da bordo in legno o mattoni, è quella di dividere in due lo spazio dedicato al compost: da una parte gli apporti continui e dall’altra il riposo, stretta differenziazione da mantenere per 1 anno intero.A primavera, la parte che da 12 mesi riposa potrà essere prelevata e utilizzata per l’orto e per il giardino (previo setacciamento); è chiaro che da quel momento l’accumulo di scarti freschi andrà fatto nello spazio rimasto libero, mentre la parte nella quale abbiamo accumulato materiale negli ultimi 12 mesi inizierà la sua fase di trasformazione. Ci assicuriamo con questo sistema l’assenza di odori spiacevoli e la produzione di ottimo compost.

 

Illustrazioni realizzate da Loreta Cogoi

 

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