Vita nei campi 18 ottobre 2020 – Il biologico di precisione

27.10.2020

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Il biologico di precisione

di Cristina Micheloni

Troppo spesso l’agricoltura di precisione viene contrapposta all’agricoltura bio, ma ciò è assai lontano dal vero.
Infatti, proprio per fare bene il bio, c’è un gran bisogno di conoscere, sapere e analizzare e tutti gli strumenti che mettono l’agricoltore in grado di “saperne di più” per “agire con precisione” sono assolutamente I benvenuti nel bio.

Ma anche guardando al pratico, è evidente come il bio già usi gli strumenti di precisione. Che appunto sono strumenti e non un tipo diverso di agricoltura e men che meno la magica soluzione a tutti i problemi, come spesso si sente raccontare soprattutto da chi vende attrezzatura e servizi legati all’agricoltura di precisione, 4.0 o come altro la si voglia chiamare.
Ecco qualche esempio di tecnologia di precisione usata nel bio :

  • per la gestione dei patogeni i sistemi di supporto decisionale (DSS) sono di amplissimo e consolidato uso. Ma a poco servono se non sono utilizzati assieme all’occhio esperto ed alla conoscenza palmo a palmo del frutteto e del vigneto;
  • per la gestione delle erbe accompagnatrici sia l’uso di videocamere che della traccia GPS per guidare l’intervento meccanico non è una novità. Anche qui però, senza la conoscenza di rotazioni, sovesci, gestione del terreno… non si possono fare miracoli;
  • per la zootecnia di precisione l’uso di “bracciali” per monitorare gli animali al pascolo, soprattutto nelle aree ampie e remote, sta diventando frequente. Sempre accompagnato dalla conoscenza dell’allevatore e del veterinario;
  • nella vinificazione di precisione, sapere in tempo reale che cosa sta succedendo sulle uve, nel mosto e nel vino, permette di guidare la fermentazione ed intervenire solo se necessario e nel modo più opportuno (se conosco i processi biologici e so che vino voglio e posso ottenere). Le analisi in cloud e i dispositivi di monitoraggio in continuo non sono ancora comunissimi ma di certo se ne incontra più di frequente tra i vignaioli bio che tra quelli convenzionali.

Insomma, nessuna contrapposizione tra bio e tecnologia ma nemmeno nessuna infatuazione per la tecnologia che aiuta, ma non è una bacchetta magica e necessita di agricoltori e tecnici dalla solida formazione per dare I risultati auspicati.

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