Quanto mi fa bene mangiare bio?

13.06.2021

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Dalla puntata del 13 giugno di Vita nei Campi, di Rai Radio 1 del Friuli Venezia Giulia. L’intervento di Cristina Micheloni, qui puoi sentire l’intera puntata clicca l’intera puntata del programma.

Avrete sentito le recenti sparate mediatiche di alcuni miopi scienziati sul fatto che tra un prodotto biologico ed uno convenzionale non vi sia differenza alcuna. Secondo quanto sostengono, se fate parte di quel 45% di italiani che almeno di tanto in tanto acquista e mangia bio… siete dei babbei!

Ma visto che se non si è scienziati non si è degni di fiducia e quasi quasi manco di parola, lascio parlare le pubblicazioni di qualche scienziato blasonato e referato, che però non peregrina tra TV e talk show e siccome fa un ragionamento serio e non sparge fiele non scatena la curva sud e quindi non trova posto nemmeno sui giornali. 

Vabbè, vediamo i fatti:

  • rassegna pubblicata nel 2017 riporta come generalmente i prodotti biologici siano migliori per il maggior contenuto in vitamine, carotenoidi e sostanze antiossidanti (frutta, verdura e cereali) e in acidi grassi benefici (latte e carne), e per il minor contenuto in cadmio, residui di pesticidi e micotossine (cereali). Segnala anche diversi effetti benefici della dieta bio come minore incidenza di gestosi nelle donne in gravidanza, la maggiore quantità e migliore qualità dello sperma e la minor incidenza di malattie cardiovascolari. 

 

  • Vasto studio condotto in Francia su 68.000 persone e della durata di 6 anni ha messo in luce come mangiare bio sia strettamente correlato con un minor rischio di obesità del 37 %  (ed analogamente per il sovrappeso) e delle patologie correlate, come, per dirne una, il diabete di tipo 2. Attenzione però, sembra ciò non sia collegato solo al fatto che i consumatori  bio hanno degli stili di vita più sani, ma anche a due possibili fattori intrinsechi ai cibi: il maggior contenuto di omega-3 degli alimenti bio (latte carne, uova) e, per contro, il maggior contenuto di residui di fitofarmaci nell’ortofrutta e nei cereali convenzionali, che, tra le tante ripercussioni negative, sono pure obesogeni;

 

  • Stesso gruppo di ricerca e stessi impressionanti numeri dello studio di popolazione, pubblicato nel 2019, riporta, per chi mangia regolarmente bio, una significativa riduzione dei pesticidi nelle urine. Simili risultati su uno studio americano del 2019.

 

  • Pubblicazione del 2018, stesso mega studio epidemiologico. Un 25% di minor rischio di cancro (diversi tipi di cancro, con un meno 34% di rischio di cancro al seno post-menopausa e un meno 76% di rischio di linfomi) con l’alimentazione bio su base regolare.

 

  • ed infine, per oggi, ulteriore studio (del 2021) sul perchè vi sia questo effetto positivo dell’alimentazione bio come riduzione del rischio di cancro. L’ipotesi più verosimile è l’effetto cocktail dei fitofarmaci usati in agricoltura convenzionale che benché tutti al di sotto, come residui, dei limiti di legge, agendo in modo sinergico provocano effetti che la legge non prevede e non norma ma che il nostro corpo patisce. Argomento supportato da numerose altre ricerche sugli effetti ormonosimili dei pesticidi, anche in quantità infinitesima (come interferenti endocrini, attivi a picogrammi per millilitro).

Questo solo guardando all’effetto del “mangiare bio”, senza mettere sulla bilancia i benefici sulla salute umana di un ambiente più pulito e diversificato e senza guardare all’impatto sulle generazioni successive, via ambiente e via madre/padre e loro corredo genetico.

Sono pochi studi? Certo ce ne vorrebbero di più ed alcuni sono in corso, ma serve tempo, fondi ed indipendenza dei ricercatori, merce rara di questi tempi! 

Per approfondire il tema pesticidi e salute: https://www.youtube.com/watch?v=3EGzNUbJfBY&t=14s

Bibliografia

Baudry J., Debrauwer L., Durand G., Limon G., Delcambre A., Vidal R.,  Taupier-Letage B., Druesne-Pecollo N., Galan P., Hercberg. S., et al. 2019. Urinary pesticide concentrations in French adults with low and high organic food consumption: results from the general population-based NutriNet-Santé

https://hal-amu.archives-ouvertes.fr/hal-02120094

Baudry J., Assmann K.E.,Touvier M., Allès B., Seconda L., Latino-Martel P., Ezzedine K., Galan P., Hercberg S., Lairon D., Kesse-Guyot E. 2018. Association of Frequency of Organic Food Consumption With Cancer Risk: Findings From the NutriNet-Santé Prospective Cohort Study

DOI: 10.1001/jamainternmed.2018.4357

Brantsaeter A.L., Ydersbond T.A., Hoppin J.A. et al., 2016. Organic Food in the Diet: Exposure and Health Implications

DOI:10.1146/annurev-publhealth-031816-044437

Hyland C., Bradman A., Gerona R., Patton S., Zakharevich I., Gunier R., Klein K., 2019. Organic diet intervention significantly reduces urinary pesticide levels in U.S. children and adults

https://doi.org/10.1016/j.envres.2019.01.024

Kesse-Guyot E.,  Baudry J. ,  Assmann K.E., Galan P., Hercberg S.,  Lairon D., 2017. Prospective association between consumption frequency of organic food and body weight change, risk of overweight or obesity: results from the NutriNet-Santé Study.

DOI: 10.1017/S0007114517000058

Rebouillat P., Vidal R., Cravedi J.P., Taupier-Letage B., Debrauwer L., Payrastre L.G.,  Touvier M., Deschasaux-Tanguy M., Latino-Martel P., Hercberg S., Lairon D., Baudry J., Kesse-Guyot E. 2021. Prospective association between dietary pesticide exposure profiles and postmenopausal breast-cancer risk in the NutriNet-Santé cohort

https://www.hal.inserm.fr/hal-03170770v1

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