Piccoli orti in famiglia: piccoli frutti – la mora

22.07.2021

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Piccoli frutti: la mora

Di Daniela Peresson Articolo pubblicato su Il Piccolo

La mora o rovo è un arbusto molto diffuso allo stato spontaneo, è frequente raccoglierne i deliziosi frutti durante le passeggiate di fine estate, ma può essere facilmente coltivato nellorto, in giardino o anche in un bel vaso capiente sul terrazzo.Le specie coltivate si differenziano da quelle selvatiche principalmente per due caratteristiche: la parziale o totale assenza di spine dei tralci e la grandezza del frutto che nelle prime raggiunge dimensioni maggiori.

È una pianta poco esigente ma preferisce terreni leggeri e ricchi di sostanza organica; arbusto vigoroso emette ogni anno dalla ceppaia numerosi polloni che porteranno, nellanno successivo, i germogli con la produzione.

Il frutto è una mora formata da piccole drupeole di colore viola scuro riunite attorno al ricettacolo a cui rimangono aderenti alla raccolta (a differenza del lampone), limpollinazione è ad opera degli insetti.

La messa a dimora delle piante può essere effettuata in primavera o in autunno, se disposte in filare singolo (con piante ad una distanza di circa 1,5-2 m), permettono di ottenere unefficace bordura in quanto raggiungono un buon vigore vegetativo; dalla fioritura, che risulta sempre molto abbondante, alla potatura autunno invernale (che ne riduce la vegetazione), leffetto schermante è assicurato.

La raccolta delle more avviene in luglioagosto a seconda della precocità delle varietà utilizzate, una pianta al 3°-4° anno può portare una produzione di 4-5 kg; le more vanno raccolte ben mature, a quello stadio il frutto è dolce, molto aromatico e si conserva a lungo.

Una prima potatura viene realizzata a fine raccolta e consiste nella eliminazione dei tralci che hanno portato la produzione, questa operazione favorisce larieggiamento e la corretta maturazione dei polloni di nuova formazione; nei mesi invernali, durante il riposo vegetativo, sarà necessario eliminare i polloni in eccesso mantenendone 3 o 4 che andranno assicurati ad una struttura che li sostenga, consistente in pali e fili aformare una spalliera. Anche nel caso della coltivazione in vaso è necessario provvedere ad una griglia o rete a maglie larghe, magari da fissare ad una parete, a cui ancorare i rami produttivi.

La relativa facilità nella coltivazione dei piccoli frutti (lampone, rovo, ribes, mirtillo e uva spina), lintenso aroma che li contraddistingue, la possibilità, grazie alle diverse specie e varietà, di avere in casa e per tutta lestate una fornitura costante di frutti piccoli da aggiungere alle macedonie, allo yogurt o da trasformare facilmente in deliziose confetture, dovrebbe spingere a sperimentare la loro coltivazione anche chi è alle prime esperienze agricole.

Non bisogna infine dimenticarne gli aspetti nutrizionali: tutti questi fruttipresentano un elevato contenuto di acqua e fibre, vitamine (in particolare vit.C), sali minerali (potassio) e diverse sostanze antiossidanti (flavonoidi, antocianine e tannini) e sono quindi ottimi anche per la salute!

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