Danni collaterali!

14.02.2022

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Dalla puntata del 13 febbraio 2022 di Vita nei Campi, di Rai Radio 1 del Friuli Venezia Giulia, l’intervento di Cristina Micheloni. Qui puoi sentire l’intera puntata del programma.

Non voglio entrare nella diatriba su scienza e biodinamico e soprattutto non intendo farlo con il metodo delle tifoserie sulla curva sud attualmente in auge, però quanto accaduto questa settimana al Senato merita 2 minuti di ragionamento su quelli che sono gli effetti pratici della decisione presa a larga maggioranza dai nostri senatori.

Avendo votato per la modifica del testo della proposta di legge, ora il testo medesimo deve ritornare alla Camera. Rammento che questa legge è in itinere da 13 anni (si, non dico un numero a caso, sono proprio 13 anni!) e nel frattempo sono successe davvero tante cose:

  • il biologico europeo ed italiano è cresciuto nei numeri, nella qualità delle tecniche e nel valore di mercato. Oggi il bio occupa in Italia quasi il 17% della SAU, ovvero più di 2 milioni di ettari, compare nel piatto del 64% degli Italiani ed ha un valore economico di circa 7,5 miliardi;
  • è stato varato un nuovo regolamento europeo sull’agricoltura biologica, in realtà in 13 anni ben più d’uno;
  • è uscita la strategia europea Farm to Fork, che riconosce al biologico, dati scientifici alla mano, un ruolo fondamentale verso il clima, la protezione della biodiversità, la tutela di suolo, acqua e aria. E’ stato pubblicato pure un piano d’azione per il biologico, che ogni stato membro è chiamato ad applicare;
  • il mondo intero, anche quello agricolo più recalcitrante ai cambiamenti, sta riconoscendo l’importanza del suolo, che non è più solo un sostegno fisico alle radici delle piante e il posto dove circolano azoto, fosforo e potassio;
  • il valore del suolo e della biodiversità ed il rischio che grava su di loro, così come la necessità ed urgenza di agire a loro tutela sono trasversalmente riconosciuti e spesso mediaticamente abusati.

Ma in Italia ancora non c’è una legge quadro sull’agricoltura biologica, prerequisito necessario per qualunque attività di programmazione, di tutela, di informazione e di sviluppo.

La presenza o meno dell’aggettivo “biodinamico” nel testo della legge è del tutto “ornamentale” perchè l’agricoltura biodinamica è già, per regolamento europeo, inclusa nelle norme del biologico e deve essere certificata sugli stessi parametri.

Quindi, l’ideologia della scienza (non la scienza vera) ha per puntiglio fatto togliere dal testo di legge l’aggettivo “biodinamico” che era del tutto innocuo e nulla cambiava nella concretezza dei fatti, ma gli effetti collaterali sono che la legge intera ora ricomincia il suo iter e da 13 anni vedremo quanto riusciremo ad attendere ancora.

Volendo prenderla con ironia, nel frattempo Rudolph Steiner credo stia ridendo sotto i baffi che non aveva, visto che i prezzi attuali dell’urea gli stanno dando ragione nei fatti.

Invece di fermarci alle coreografiche descrizioni del medoto, guardiamo anche qui ai fatti:

  • Steiner richiamava il concetto di fertilità del suolo in senso biologico e fisico prima che chimico… e così si pronuncia ora la FAO e l’unione europea nell’iniziativa “missione suolo”;
  • i prezzi dei concimi di sintesi sono alle stelle… e Steiner raccomandava di chiudere il ciclo dei nutrienti a livello aziendale o comprensoriale;
  • sentiva l’esigenza di rivedere il rapporto tra animali allevati, produzioni vegetali, fertilità del suolo e abitudini alimentari…

Insomma molto di più contano i contenuti e quel che si fa davvero rispetto a un aggettivo, però se ci piace “cavillare” sulle parole e usarle come bandiera… aspettiamo altri 13 anni (a proposito il 13 non portava bene?).

 

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