I commenti di AIAB FVG per la Sessione Europea 2022

24.03.2022

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Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia è chiamato a esercitare le sue funzioni partecipando attivamente sia alla fase ascendente di formazione delle politiche e degli atti dell’UE, sia alla fase discendente di recepimento della normativa comune sul piano interno.

Di particolare importanza, in questo contesto, è la Sessione europea: un momento di confronto generale, che consente all’Assemblea legislativa del FVG di raccogliere le istanze e i bisogni della comunità regionale, attraverso un dialogo diretto con i portatori di interesse del territorio (enti territoriali, istituti di formazione e ricerca, associazioni di categoria, cittadini e organizzazioni della società civile). Significativo è anche l’apporto e il contributo degli Europarlamentari e dei Deputati e Senatori della Repubblica eletti nel Friuli Venezia Giulia.

CLICCA QUI per scaricare il Dossier della Sessione Europea 2022 con gli obiettivi e le strategie future.

AIAB FVG, in quanto associazione portatrice di interesse nella nostra regione, ha contribuito a questo processo partecipativo con una serie di considerazioni volte a rendere le politiche regionali sempre più proficue e sostenibili seguendo il modello positivo dell’’agricoltura biologica.

Riportiamo di seguito i commenti di AIAB FVG:

Commenti alla sessione europea 2022
1. Premessa
Si ringrazia per l’opportunità offerta dal Consiglio di condividere le posizioni e proposte sulle principali politiche europee. Come associazione regionale di AIAB abbiamo un filo diretto con la definizione delle politiche a livello nazionale (attraverso AIAB Federale) e comunitario (attraverso IFOAM EU), tant’è che sia alla strategia F2F e, ancor di più, al Piano d’Azione Europeo per il Biologico abbiamo contribuito in modo attivo. Paradossalmente, è più complessa e meno efficace l’interazione a livello Regionale, quindi un particolare apprezzamento per l’iniziativa odierna e l’auspicio che essa sia foriera di una costruttiva relazione.

2. Commenti
Mai come ora è evidente la necessità di essere lungimiranti e non guardare solo alle esigenze dell’immediato, che ci troviamo a dover risolvere nell’emergenza proprio perchè non siamo stati lungimiranti. Dobbiamo invece imparare a prevenire, a partire dalla riduzione dello spreco alimentare (attualmente al 30%) e dalla costruzione di sistemi agro-alimentari autonomi ed efficienti, nonché rispettosi delle risorse naturali. In questo l’agricoltura biologica ha diverse esperienza da offrire.

Piano d’azione EU per il bio:
La congiuntura internazionale rende ancora più urgente e sottolinea l’opportunità di ragionare sul biologico (anche in chiave di “bio come esempio”), perchè autonoma, efficiente e con entrambi i piedi sul territorio. Ad esempio, la zootecnia biologica, basata sul pascolo e le foraggere non è energivora, nè bisognosa di granelle provenienti da altri continenti. L’Agricoltura Biologica, però, non è fare agricoltura come una volta, ma usa e ha bisogno di conoscenza, di ricerca e di supporto tecnico. Non significa non produrre (come si sente dire dai detrattori), significa invece produrre in modo efficiente e competente.

Tutti questi elementi sono contenuti nel Piano d’Azione EU, ma, per renderlo efficace, c’è la necessità di redigere un Piano d’Azione Regionale che non coinvolga solo l’agricoltura ma anche ambiente, industria, cultura e formazione, salute, ricerca (e relativi Assessorati)… come dall’approccio europeo che si sviluppa su tre assi:

– Asse 1: stimolare la domanda e garantire la fiducia dei consumatori
– Asse 2: stimolare la riconversione e rafforzare l’intera catena del valore
– Asse 3: il biologico che dà l’esempio: migliorare il contributo dell’agricoltura biologica alla sostenibilità ambientale.

Prendiamo l‘occasione per sperimentare nel bio nuovi sistemi di assistenza tecnica indipendente, tema che rientrerà nella prossima PAC. Dall’altro lato della filiera è fondamentale informare e formare i consumatori ma anche chi viene un attimo prima, es. nella ristorazione collettiva (mense scolastiche, ospedaliere ecc.) chi sceglie i prodotti e prepara i pasti. Proprio il Green Public Procurement nella ristorazione collettiva potrebbe essere una chiave potente (nel rispetto dei Criteri Ambientali Minimi, CAM) per impostare e strutturare un sistema agro-alimentare efficiente e circolare, con ricaduta positiva sul locale, sia in termini di ambiente, di economia, di salute e di educazione a sani stili di vita.

Sul tema della formazione: rivedere i modi della formazione obbligatoria agricola, rif. ai corsi per accedere alla Mis.11, concetto utilissimo ma non così come implementati, che ha comportato più il “subire” la formazione che “fruirla”, ciò a causa della burocrazia imposta.

Digitalizzazione e disponibilità dei dati: il bio è stato anche qui pioniere, tutti i dati di notifica sono digitalizzati, ma serve una struttura che elabori i dati e li renda disponibili in tempi utili (oggi abbiamo dati globali, non i dettagli, al 31/12/2020). Come si fa a programmare, a fare politica e a fare filiera, se non sappiamo dove stiamo?

Patto Rurale: l’attuale formulazione è troppo semplicistica e poco ambiziosa, tanto da risultare del tutto non incisiva né utile.

3. Conclusioni
Da parte nostra pieno supporto alla visione originale del F2F, ritenendo urgenti e fondamentali per prepararci al futuro ed alle incertezze che lo contraddistinguono, le misure orientate alla preservazione della biodiversità, all’adattamento al cambio climatico e alla salvaguardia delle risorse naturali. Comprendiamo le esigenze dell’immediato ma che non sia una scusa per non mettersi in discussione e continuare nel business as usual, giacchè sarebbe deleterio. Le emergenze ambientali sono tuttora presenti e urgenti, spesso collegate alle emergenze umanitarie.

L’incertezza sul futuro richiede un’agricoltura autonoma ed efficiente, quella biologica lo è!

Fagagna, 21 marzo 2022

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