C’è trappola e trappola!

27.04.2022

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Dalla puntata del 26 aprile 2022 di Vita nei Campi, di Rai Radio 1 del Friuli Venezia Giulia, l’intervento di Cristina Micheloni. Qui puoi sentire l’intera puntata del programma.

Con le piogge, l’aumento delle temperature e, di conseguenza, il vigoroso aumento della vegetazione, anche gli insetti che vorrebbero con noi condividere la frutta che coltiviamo inziano a farsi avanti.

Non è proprio il caso di giocare all’eliminazione totale, anche perchè avremmo di certo partita persa, ma di preparare una strategia di convivenza, che eviti danni economicamente significativi ma che usi il fioretto e la conoscenza.

Anzi, la conoscenza per prima: dobbiamo sapere se gli insetti che ci preoccupano ci sono davvero, in che quantità (se tale da essere un problema oppure no) e in che fase del loro sviluppo sono. Dobbiamo anche sapere se ci sono i loro antagonisti naturali e fare del nostro meglio per aumentarne la presenza. Solo dopo aver fatto tutto questo si pensi agli strumenti per il controllo, ovviamente scegliendoli tra quelli che fanno meno danni collaterali possibile.

Punto 1) sapere: i metodi previsionali basati sui dati meteo e le annate precedenti sono un grande aiuto, soprattutto se a supporto dell’osservazione in campo di bravi agricoltori e tecnici, capaci di utilizzare i propri sensi ma anche strumenti quali le trappole per il monitoraggio. Da tutte queste informazioni scaturiscono anche i bollettini che trovate sui canali social di ERSA e anche di AIAB FVG (clicca qui per i bollettini).

Punto 2) agire con cautela: ovvio che vi raccomando di lavorare sulla costruzione dell’infrastruttura ecologica che aumenti la presenza di insetti ed organismi utili e l’utilizzo di soli prodotti e mezzi ammessi per il biologico (fate riferimento ai sopra menzionati bollettini). 

Ma oggi vorrei approfondire la questione “trappole” per la cattura massale (non solo il monitoraggio, per cui si usano altre tipologie di trappole) di alcuni insetti particolarmente complessi da terenere sotto controllo: le mosche! Quelle del ciliegio, dell’olivo, della frutta e anche del noce, che depongono le uova sul frutto al momento in cui inizia a cambiare colore (tra un po’ occhio alle ciliege), da cui poi nascono delle piccole larve che alimentandosi della polpa del frutto, così scavandosi la via d’uscita, lo danneggiano irreparabilmente.  

Si tratta di trappole dalle varie forme e colori, giacchè le mosche della frutta ci vedono bene (da vicino, ovvero massimo 6 metri) e apprezzano forme sferiche e colori dal giallo al rosso (ovvero ciò che assomiglia ai frutti che cercano) le trappole hanno forme e colori opportuni.

All’interno ci sono:

a) un attrattivo tipo un feromone (che richiama i maschi) ed è molto specifico, ed un altro attrattivo di tipo alimentare, una sorta di odore di carne in putrefazione (tranquilli,  noi non lo percepiamo!), che attira soprattutto le femmine, in cerca di proteine per poter produrre le uova. Questo non è così specifico. Se si può scegliere meglio preferire le trappole con attrattivo a base di fruttosio o di lievito oltre che il feromone;

b) qualcosa che, una volta attratta la mosca non la lasci più uscire. Ciò può essere una superfice appicciosa (colla) o del liquido (che però non deve evaporare durante il periodo di volo delle mosche, quindi di solito vi è l’aggiunta di olio o di glicole), o un insetticida. Benchè non vi sia nessun rischio di dispersione nell’ambiente e men che meno sui frutti, visto che l’insetticida è inserito all’interno della trappola, se possiamo evitiamolo comunque e preferiamo gli altri metodi.

Per dare una dimensione: una trappola può catturare anche 20.000 mosche.

Seguite le istruzioni su quante e come posizionare le trappole ed avrete ciliegie e frutta difesa ma pulita e nessun danno collaterale.

Un punto importante: tutta questa plastica va recuperata a fine campagna e correttamente smaltita e non lasciate nel frutteto!

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