BUON ANNO DEL MIGLIO

13.01.2023

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Dalla puntata del 01 gennaio 2023 di Vita Nei Campi di Rai Radio 1 del Friuli Venezia Giulia, l’intervento di Cristina Micheloni. Clicca QUI per ascoltare la puntata per intero.

Buon 2023 e buon anno del miglio! E’ proprio così, questo in cui stiamo muovendo i primi assonnati passi è l’anno internazionale del miglio o, meglio, dei migli. Dentro la stessa parola italiana infatti sono racchiuse 13 specie diverse, di cui 3 presenti anche in Regione, certo non comuni ma almeno presenti!
Essi sono il miglio comune, Panicum miliaceum, che tra tutti i migli è quello che cresce più a nord ed ad altitudini più elevate (si trova infatti anche in Germania e oltre). E’ arrivato qui dalla Manciuria 3000 anni fa. Ci interessa perchè è molto adattabile in termini di terreno e clima, resiste molto bene alla siccità, ha un ciclo breve, che va dai 60 ai 90 giorni, quindi si può seminare anche dopo una coltura autunno-vernina ed è un vero jolly che ci permette di vedere come va la stagione e decidere di conseguenza. Come tutti i migli resiste bene al caldo ed anche ai picchi di calore e richiede davvero poco in termini di elementi nutrizionali.
L’altro è il panico, Setaria italica, dalle caratteristiche analoghe al miglio comune, un po’ meno elastico in termini di terreni, poichè soffre di più i ristagni idrici. Ed infine il miglio perla, utilizzato soprattutto a scopo zootecnico, che è il cereale più resistente al caldo in assoluto (il polline sopravvive ed è vitale a 42°C).
Pensate alla scorsa estate, alle temperature raggiunte ed a quanta poca acqua c’era, poi ricordatevi quanto costano i fertilizzanti ed ecco che risulta evidente quanto la coltura sia “intelligente”. Volete un motivo in più? Aumentare la biodiversità nei campi e tenere coperto il terreno durante l’estate, con una buona produzione anche di massa vegetale.
Ok, la coltura è intelligente ma perchè dovremmo mangiarlo? Al di là che ridurre l’impatto ambientale della nostra dieta è già un buon motivo di scelta, il miglio regala soddisfazione anche al più egoistico “mi fa bene”. Infatti i grassi polinsaturi in esso contenuti fanno bene al sistema cardio-vascolare, le sue fibre aiutano a controllare i livelli di colesterolo nel sangue e sono precursori di molecole autitumorali, i minerali contenuti (ferro 4 volte in più del frumento! Ma anche calcio ecc.) lo rendono un vero toccasana, anche per ossa ed epiteli, grazie alla presenza di acido salicilico. Riduce rischio di diabete di tipo 2, abbassando il glucosio nel sangue ed aiuta a gestire sovrappeso e obesità. Dimenticavo: è naturalmente privo di glutine.
Insomma che volete di più da un cereale che nutre in modo salutare e chiede così poco? Allora nella lista dei buoni propositi per l’anno nuovo metteteci pure l’assaggiare il miglio, poi fatelo diventare un’abitudine almeno settimanale e controllate che sia prodotto in Regione e sia pure bio, così darete una mano agli agricoltori locali più previdenti e responsabili, che da qualche anno si sono cimentati nel mettere a punto un sistema colturale per i migli adattato alle nostre condizioni di suolo e climatiche. Se siete agricoltori ed allevatori, nella vostra lista per l’anno nuovo, aggiungete anche una prova di coltivazione.
Buon 2023!
Qualche info in più sui migli e sul perchè coltivarli e mangiarli: https://www.youtube.com/watch?v=bbRk049D2J8

 

 

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