DENTRO E ATTORNO AL LATTE BIO

27.04.2023

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Dalla puntata del 23 aprile 2023 di Vita Nei Campi di Rai Radio 1 del Friuli Venezia Giulia, l’intervento di Cristina Micheloni. Clicca QUI per ascoltare l’intera puntata.
La scorsa volta mi sono cimentata con l’ardua sfida di spiegare in meno di 3 minuti che cosa significa produrre un uovo bio. Non credo di esserci riuscita al meglio ma, viste le nutrite richieste, oggi provo a condensare in una pillola che cosa significa produrre latte bio. Ovvio  che se l’uovo riassumeva le regole di allevamento degli avicoli bio, il latte è rappresentativo dell’allevamento bio dei ruminanti (vacche, pecore, capre, da carne, da latte, da lana…).
Ecco dunque i punti chiave:
1) le vacche bio devono vivere secondo le proprie necessità etologiche, ovvero uscire all’aperto quando le condizioni meteo lo consentono e stare al pascolo ogni volta che ciò sia possibile;
2) l’interno delle stalle deve essere garantito il benessere in termini di dimensioni e di libero movimento, no a pavimenti completamente grigliati e obbligatoria presenza di lettiera con paglia o altri materiali naturali nell’area di riposo. Sempre obbligatorio l’accesso all’estero, ovvero ad un’area di esercizio collegata alla stalla. Ovvio che se invece stanno al pascolo quest’ultima non è più necessaria;
3) i vitelli devono poter “godere” del latte materno per almeno 3 mesi e non possono essere mantenuti separati in box individuali, questo per consentire la socializzazione e quindi il benessere;
4) devono mangiare ciò per cui il loro 3 stomaci sono fatti, ovvero erba, foraggi, freschi, essiccati, insilati… ma comunque foraggi, bio, of course, per almeno il 60% della sostanza secca della razione. No aminoacidi di sintesi o altre “correzioni”. In buona sostanza, tutto ciò che serve deve originare dagli alimenti, foraggi o granelle che siano;
5) foraggi, granelle e tutto ciò che compone l’alimentazione dei bovini bio deve essere di produzione aziendale o territoriale per almeno il 60%;
6) non si usano farmaci allopatici (antibiotici) in forma preventiva ma solo sui singoli animali qualora lo necessitino e comunque con tempi di sospensione doppi. Poi diciamo pure che ci sono allevamenti bio in Regione che sulle bovine in produzione gli antibiotici non li usano proprio! Questo ultimo punto è comunque reso possibile dal rispetto dei punti precedenti, che sono essenziali per costruire una situazione generale di benessere e quindi di salute.
Quali sono le conseguenze di queste scelte di allevamento?
• più pascoli, prati e foraggere che campi di mais. Questo significa molto per la biodiversità e il clima! Così come niente farina di soia dalle terre deforestate dell’America Latina. Rappresenta anche una bella possibilità per le aree collinari e montane della nostra Regione, per non dire della qualità sensoriale del latte e dei formaggi…
• tanto letame e poco liquame, anche questo a beneficio della fertilità del suolo e dello stoccaggio di carbonio;
• vacche che stanno bene, che di conseguenza sono più longeve (tanto per metterci almeno un numero: se nel convenzionale in media una bovina rimane in produzione per 2,5 parti, nel biologico si superano agevolmente i 5. Ciò significa maggiore sostenibilità dell’intera filiera ed anche maggior responsabilità verso gli animali allevati.
Vero che si produce meno latte per vacca al giorno degli allevamenti intensivi, ma le economie in termini di impatto ambientale ed anche economiche controbilanciano ampiamente la riduzione di produzione. E comunque rimane sempre valido il concetto che dobbiamo drasticamente ridurre i consumi di prodotti zootecnici e imputare nel calcolo i costi ambientali: quindi molta meno proteina animale ma magari di migliore qualità sensoriale, ambientale, sociale…. ! Dimenticavo: le modalità di allevamento che caratterizzano il bio inducono a scegliere razze bovine meno “turbo”, che richiedono meno interventi e i cui vitelli maschi si adattano anche all’allevamento da carne, con buon rispetto anche dei principi dell’economia circolare, che in agricoltura dovrebbe essere sempre la scelta più razionale.
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