Rosso lampone

17.08.2023

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di Daniela Peresson – AIAB FVG

Articolo pubblicato sul Piccolo del 04.08.2023

L’estate finalmente ci permette di godere di una enorme varietà di frutta e ortaggi, diversi per sapori, colori e nutrienti, prodotti che speriamo provenienti, in gran parte, da aziende del territorio. Spesso la ricerca di prodotti locali è faticosa, ma i mercati rionali e gli spacci aziendali sono numerosi, facilmente reperibili e soddisfano, in questo periodo, l’occhio, la gola e il vegetariano più esigente. Vi raccomandiamo però di prestare attenzione ai rivenditori, coloro che non mettono le mani nella terra, ma acquistano e rivendono prodotti provenienti dai mercati ortofrutticoli, sui quali ovviamente non c’è nulla da eccepire, ma che potete acquistare nel supermercato sotto casa.
Concludiamo le nostre raccomandazioni ricordandovi di ricercare, fra le aziende e le bancarelle del mercato, chi produce rispettando i disciplinari dell’agricoltura biologica; sosteniamo chi si fregia dei regolamentari certificati di produzione (rilasciati da un Organismo di controllo riconosciuto) e non dei soliti gettonati aggettivi quali naturale, ecologico, tradizionale, ecc. che purtroppo non garantiscono nulla.
Tra i colori della frutta estiva spicca il rosso del lampone (alla fantastica anguria dedicheremo altri spazi), soprattutto per la sua scarsa presenza sulle bancarelle del mercato. Le piccole quantità disponibili provengono da fuori regione, nonostante in passato la coltivazione dei piccoli frutti in Friuli Venezia Giulia interessasse ampie zone della pedemontana e della montagna friulana. Porre rimedio alla sua mancanza è facilissimo, coltiviamo il lampone nell’orto o in giardino!
È una pianta rustica, facile da gestire, resistente al freddo, che si avvantaggia di eventuale irrigazione nella fase di maturazione dei frutti, nel caso di estati particolarmente siccitose. Per raccolte da luglio ai primi freddi è necessario utilizzare varietà rifiorenti che portano i frutti sui nuovi germogli (polloni) emessi dalle radici a partire dalla primavera; la produzione sarà scalare e protratta per diversi mesi. Per produzioni concentrate nelle quantità e nel periodo (maggio/giugno), si possono coltivare le varietà unifere che portano i frutti sui polloni dell’anno precedente (tralci di 1 anno). Le piante vengono messe a dimora in primavera, in un filare (distanza fra le piante 40-50 cm) che può delimitare l’orto.
Negli anni successivi numerosi polloni saranno emessi dalle radici ma dovranno, nel caso delle varietà rifiorenti, essere eliminati alla base a fine raccolta o durante l’inverno, per permettere l’emissione di quelli nuovi a primavera. Per i lamponi uniferi che producono invece sui tralci di un anno, si sceglieranno i polloni migliori da mantenere per la produzione dell’anno successivo.
Oltre a possedere innegabili qualità dal punto di vista gustativo, i lamponi svolgono da molto tempo un ruolo importante nella medicina tradizionale di molte culture, come antidoto contro i veleni in Russia o come rimedio contro l’invecchiamento tra i cinesi. Sono ricchi in polifenoli (in particolare acido ellagico), a cui viene riconosciuto un importante ruolo di prevenzione, sali minerali (potassio, ferro e magnesio), vitamine C e K. Con l’acquolina in bocca non resta altro che prevedere, per la prossima primavera, la messa a dimora di un bel filare (almeno 10 m) di rossi lamponi.

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