La soia non è solo per polli e maiali!

11.02.2024

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Dalla puntata del 11 febbraio 2024 di Vita Nei Campi di Rai Radio 1 del Friuli Venezia Giulia, l’intervento di Cristina Micheloni. Clicca QUI per ascoltare l’intera puntata.
Continuando nel solco dei legumi, oggi ne affrontiamo uno ben noto ai friulani, ma forse non in tutte le sue molteplici potenzialità.
Mi riferisco alla soia, “domesticata” in Cina circa 3000 anni fa, da lì poi ben radicata in Giappone, Corea e buona parte del lontano oriente, ed arrivata in Europa in occasione dell’Expo di Vienna nel 1873, come curiosità del padiglione giapponese. In tale occasione arrivò pure in Friuli, al seguito dell’interesse che suscitò in Francesco Giuseppe che subito la fece sperimentare in 150 location dell’impero.
Arrivò, attraverso il Pacifico, pure nelle Americhe, dove trovò fortuna come alimento zootecnico. Qui la differenza sostanziale: in Oriente era ed in parte è cibo per umani, in Occidente è per definizione la commodity per la zootecnia industriale.
L’immagine comune della soia è negativa proprio per questo: commodity con prezzo definito alla borsa di Chicago, carburante per la zootecnia industriale, causa della deforestazione amazzonica… tutto vero, ma non è responsabilità della soia, bensì del nostro miope utilizzo.
E torniamo allora all’uso come cibo ed alla coltivazione in Friuli, dove ha trovato terreni e clima assai confacenti, tant’è che le rese e la qualità che qui si ottengono non sono secondi nemmeno ai farmer del Minnesota. La pianta di suo è veramente un miracolo di efficienza: può superare il 40% di proteina e il 20% di grassi, resiste al caldo e anche di acqua non ne vuole molta, è flessibile sul momento di semina, si può arrivare anche lunghi d’estate… l’azoto lo fissa in modo efficiente e lo trasloca nella granella. L’unica cosa: non aspettatevi che ne lasci nel suolo per le colture a seguire… sarebbe troppo anche per la leguminosa da granella più coltivata al mondo!
Ma come diventa cibo invece che mangime? La coltivazione è analoga e se volete provarla nell’orto usate pure le varietà dei vostri vicini agricoltori professionisti, però potete trovare anche quelle a ilo più chiaro, se volete fare il latte (1 kg di fagioli di soia per produrre 10 l di latte di soia, pardon, bevanda vegetale… se non è efficienza questa!), e i deliziosi fermentati, come il tempeh o il miso, ma oggi vorrei proporvi la soia edamame, dal giapponese “fagiolo dello stelo” perchè si lessa ancora attaccato ad esso. Si tratta del baccello di soia prima della maturazione, quando è ancora fresco e tenero come i piselli. E proprio come i piselli si può usare, oppure farli cuocere con tutto il baccello e separarli in post cottura. Li trovate anche al negozio tra i surgelati… ma provate a farveli da soli! Ci sono delle varietà specifiche per uso edamame ma si combina anche con le altre. L’interessante è avere dei legumi freschi in piena estate, facili da coltivare e di grande soddisfazione produttiva.
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