Un’altra leguminosa arborea

25.03.2024

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Dalla puntata del 25 marzo 2024 di Vita Nei Campi di Rai Radio 1 del Friuli Venezia Giulia, l’intervento di Cristina Micheloni. Clicca QUI per ascoltare l’intera puntata.
Dopo il carrubo un altro albero della fantastica famiglia delle leguminose: il tamarindo. Immagino non solo che pochi sappiano che è una leguminosa, ma probabilmente nemmeno che è un albero!
Ed invece è un albero imponente, lento nella crescita ma molto longevo, il cui nome deriva dall’arabo e significa qualcosa come “dattero dell’India”. Infatti è originario dell’Africa Orientale ma ha trovato il suo ambiente ideale in India e si è diffuso poi su tutta l’area subtropicale, anche dell’America Latina. È tendenzialmente sempreverde ma se incontra periodi siccitosi molla le foglie e le riprende quando un po’ d’acqua si rende disponibile. Le foglie sono simili a quelle della mimosa (pure lei leguminosa, non ve lo sareste mai aspettato!) e proprio come la mimosa si richiudono la notte.
Il frutto è un grosso baccello, lungo 10-15cm, dalla ricca e succosa polpa, che contiene 1-12 semi duri e lucidi. Ma è la polpa del baccello il motivo di interesse culinario e anche medicinale.
E’ una pianta tropicale, regge bene le alte temperature e la luce diretta, anche in fatto di terreni è assai tollerante anche verso i suoli salini. Non richiede fertilizzazioni né irrigazioni, le uniche cose che teme sono il ristagno idrico o situazioni di prolungata umidità ed il freddo per lunghi periodi, pochi giorni invece non sono un problema.
Se volete provare a coltivarlo potete cercare nei vivai o in rete le piante o partire dal seme, lasciandolo in ammollo una giornata per poi piantarlo prima in vaso e dopo 1-2 anni in piena terra. Sappiate però che ben che vada assaggerete i primi baccelli dopo 8 anni!
Ma che se ne fa poi col tamarindo? In India la polpa del baccello diventa pasta di tamarindo con cui si preparano salse, curry e sciroppi, in America Latina è più utilizzato per bevande rinfrescanti.
Da noi qualcuno conoscerà lo sciroppo, con cui si prepara un’ottima scura bevanda, con limone, ghiaccio e un po’ di frizzantezza, assai meglio dell’usuale modo di bere scuro”.
Altri ricorderanno un lassativo a base di tamarindo. In realtà le proprietà medicamentose più interessanti sono legate all’azione antibatterica e antimicotica e le fibre aiutano a proteggere l’intestino e aiutano a ridurre il colesterolo.
Magari non è facile da coltivare qui, però se deciderete di bere bevande al tamarindo sappiate che state sostenendo la fertilità la salute del suolo!
Ancora ambrosia, ma non quella che ci piace.

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