Peronospora: giochiamo d’astuzia

22.04.2024

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Dalla puntata del 21 aprile 2024 di Vita Nei Campi di Rai Radio 1 del Friuli Venezia Giulia, l’intervento di Cristina Micheloni. Clicca QUI per ascoltare l’intera puntata.
Con le calde giornate di cui abbiamo goduto fino ad inizio settimana, con temperature ben al di sopra dell’usuale, e complice l’abbondante disponibilità di acqua nel suolo, tutte le piante si sono sviluppate con una buona decina di giorni di anticipo. Ovvio che le condizioni, diciamo favorevoli, hanno dato una bella spinta anche agli insetti, ai funghi e batteri presenti sulle ed attorno alle piante. Tra di essi anche a quelli che preferiremmo non vedere ma che “fanno parte del gioco”, ovvero i patogeni e parassiti delle piante coltivate.
La cadute delle temperature sembra darci qualche giorno di respiro ma la scorsa annata ci ha insegnato, ce ne fosse stato bisogno, che bisogna stare all’erta e giocare d’anticipo.
Pensando alla vite, come non iniziare a preoccuparsi per la peronospora! Però anzichè passare il tempo nell’inutile corruccio, usiamolo per ripassare il ciclo del patogeno, guardare che cosa succede in vigneto, provare ad utilizzare tutte le informazioni disponibili (qui mi riferisco soprattutto alle previsioni meteo) e giocare d’astuzia, che detto in modo tecnico suona “mettiamo in uso la biodiversità funzionale”.
Come si legge sul bollettino per la viticoltura biologica redatto da ERSA e AIAB FVG, che potete trovare sui rispettivi siti e social o anche sul dedicato canale Telegram, una pillola di astuzia è intralciare il movimento delle spore di peronospora verso la vite, prerequisito affinchè parta l’infezione.
Infatti, proprio ripassando il ciclo della peronospora, rammentiamo che l’inverno la peronospora lo passa sotto forma di oospore (organo dalla parete spessa, fatto proprio per resistente) nel suolo, dove ci è arrivata con le foglie cadute nell’autunno precedente. Da lì, se la bagnatura è abbondante, le temperature sono sufficienti e la vite si è un po’ sviluppata (vecchia ma tuttora utile indicazione: la regola dei tre 10) le oospore germinano e producono una sorta di sacchetto (macroconidio) che contiene le zoospore, ovvero la forma attiva da cui inizia l’infezione primaria, “madre” del nostro cruccio. Bene, questi sacchetti di zoospore hanno bisogno del vento o di schizzi di pioggia per “saltare dal terreno sulla vegetazione della vite”, altrimenti l’infezione non parte. Se la pioggia che andrà a trasportarli cade su terreno nudo o con l’erba sfalciata di fresco il trasporto risulta facile, ma se la pioggia cade sulla vegetazione, ad esempio su erbe spontanee o seminate che coprono il sottofila, il trasporto è più complicato e rallentato. In buona pratica: avere il sottofila inerbito, magari scegliendo delle essenze vegetali che intralcino solo la peronospora e non anche il viticoltore nelle sue operazioni colturali, può dare una buona mano a ridurre/ritardare l’infezione primaria.
Questo solo uno, il primo in ordine stagionale, dei vantaggi dell’inerbimento dell’interfila e del sottofila dei vigneti, ma non è l’unico, si pensi alla protezione del suolo, all’aumento della portanza, alla biodiversità funzionale ed al suo effetto nella gestione della difesa della coltura.
Quindi in queste giornate fredde, in cui i cicli biologici rallentano, facciamo correre i neuroni e prendiamoci il tempo per ripassare e preparare la nostra personalizzata strategia di protezione della vite, dove tecnologia e agronomia fanno davvero la differenza. Se non lo avete ancora fatto, date anche un’occhiata al nuovo bollettino sopra citato e da cui ho tratto molte delle informazioni di oggi. Masanobu Fukuoka, quello dell’agricoltura del non fare, potrebbe essere fiero di noi oggi!

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