Settimana di pioggia e di terra

22.05.2024

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Dalla puntata del 19 maggio 2024 di Vita Nei Campi di Rai Radio 1 del Friuli Venezia Giulia, l’intervento di Cristina Micheloni. Clicca QUI per ascoltare l’intera puntata.
La settimana che si va chiudendo ci ha costretti a confrontarci con una quantità ed intensità di pioggia eccezionale (una delle forme di eventi climatici estremi cui il cambiamento climatico ci costringe ad adattarci) ma anche con una serie di eventi sulla conoscenza del suolo, ancora assai scarsa e frammentata, offerti dalle presentazioni del libro di Giacomo Sartori Coltivare la Natura.
Si ha talvolta la sensazione che il caso non esista e questo è uno di quei frangenti: perchè proprio nelle serate di pioggia intensa su Pordenone e la Collinare abbiamo disquisito di sostanza organica, lombrichi, vita nel suolo e tutto quello che fa struttura del suolo, elemento che consente di immagazzinare l’acqua in eccesso, regolarla, e farla defluire quando è troppa, ma con lentezza.
Parlare di suolo è complesso, sarà per quello che se ne parla troppo poco. Ma almeno un paio di dati forse vale la pena di riassumerli, citando i lombrichi e la sostanza organica ed il loro ruolo rispetto alla struttura del suolo e alla gestione dell’acqua.
I lombrichi sono attori imprescindibili della salute del suolo, questi instancabili e potenti lavoratori in un anno producono da 40 a 100 t/ha di vermicompost, riciclando fino a 6 t/ha/anno di sostanza organica. Aumentano la concentrazione di nutrienti: 5 volte più N, 7 volte più P e 11 volte più K rispetto al terreno circostante sta nei loro turricoli (ovvero quelle belle torrette che altro non sono che le loro deiezioni. Costruiscono stabili strutture glomerulari, il che significa meno lisciviazione, erosione e compattamento proprio nei momenti di maggior sollecitazione.
Creano un vero gruviera di gallerie: 900m/m2 considerando solo la profondità di 1 m, il che comporta da 4 a 10 volte maggiore capacità di trattenimento dell’acqua. I suoli con buona popolazione di lombrichi si asciugano fino a 10 volte più velocemente rispetto ad un terreno desertificato da chimica e arature.
Due parole sulla sostanza organica: per ogni punto percentuale di aumento di sostanza organica nel suolo, si può arrivare a stoccare 340 ettolitri di acqua in più ad ettaro. Essendo la SAU della nostra Regione 224.766ha, l’1% in più di sostanza organica significherebbe riuscire a stoccare qualcosa come 70 milioni di hl in più. Troppo? Facciamo la metà, ma già vuol dire essere in grado di affrontare sia periodi di pioggia intensa che lunghi periodi di siccità, mitigando le conseguenze del cambiamento climatico, in tutta la sua imprevedibilità, sia dal punto di vista agricolo che della sicurezza.
Negli USA hanno fatto i conti e un po’ teatralmente riportano che se tutti I suoli agricoli aumentassero dell’1% la SO si potrebbe stoccare annualmente la quantità d’acqua che passa dalle Cascate del Niagara in 150 giorni.
Perchè non li facciamo sti conti? Perchè i lombrichi stanno per lo più sotto terra e lavorano silenziosamente e la sostanza organica preferiamo considerarla un rifiuto da smaltire piuttosto che una risorsa per la fertilità della terra ed infine perchè lavorare con il cemento ci consolida nel delirio di poterci emancipare dalla natura, mentre lavorare con la terra ci riporta al ruolo di elemento di un ecosistema complesso di cui capiamo poco e non riusciamo a dirigere, e la cosa indispettisce l’umano!
L’aratro è una delle più antiche e valide invenzioni dell’uomo, ma, molto prima della sua esistenza, la terra veniva arata regolarmente dai lombrichi. C. Darwin, 1882
Prepararsi all’imprevedibilità.

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