Promozione di filiere frutticole biologiche nell’Amazzonia peruviana

13.06.2024

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Pur in un quadro internazionale incerto e con una situazione politica nazionale ancora instabile uscita dalle ultime elezioni, vi è una prospettiva di una ripresa successiva alla fase pandemica acuta. In Perù, l’orientamento è stato a non recuperare l’esistente, ma a costruire un’economia con maggiori capacità di rispondere contemporaneamente alle esigenze climatico-ambientali, di equità sociale e di efficienza nell’uso delle risorse. 

Nella Regione Ucayali, questo processo non può che partire dal riconoscimento dei patrimoni ambientali e da un loro utilizzo che li preservi e li valorizzi in forma anche socialmente sostenibile. Con questo approccio, il progetto mira a favorire la produzione di reddito delle piccole aziende contadine che praticano policolture estensive e lo sviluppo di un’industria agroalimentare che sappia dare garanzie di qualità riconosciuta e mercati di sbocco a produzioni che hanno un valore alimentare e un potenziale valore commerciale notevole. Un’opportunità è data dalla crescita dei consumatori attenti alla propria salute e ai temi ambientali e sociali, che determina una crescente richiesta di prodotti salutistici, realizzati con metodi ecologici e nel rispetto dei partecipanti alla filiera. 

Attualmente, le filiere regionali non sono pronte per rispondere a queste sfide, soprattutto nella fase agroindustriale, per le limitate competenze e strutture delle microimprese e PMI presenti: gli aspetti di qualità e sicurezza della materia prima, di gestione sostenibile della trasformazione (riduzione consumi ed economia circolare) sono poco considerati e l’offerta dei loro prodotti è limitata sia sul mercato locale, sia su quello nazionale. Difficile cogliere le opportunità date dall’aumento della domanda, anche per le limitate conoscenze nella digitalizzazione dei processi industriali, nella gestione d’impresa, nel social marketing e nell’e-commerce. Segnale positivo è la recente costituzione da parte di un gruppo di imprenditori (quasi tutte donne) del consorzio regionale “Pruébalo”.

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