ISDE FVG e AIAB FVG – “Non è tutto uguale” – alcune note sull’intervista alla dott.ssa Beatrice Mutino

3.10.2024

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Avendo letto l’articolo apparso il 26 settembre u.s. sul vostro quotidiano dal titolo “Beatrice Mautino- tutti mangiamo cibi OGM: un volta le carote erano viola” ed avendo a cuore la scientificità delle informazioni divulgate attraverso qualunque canale, AIAB FVG e ISDE FVG sentono la necessità di precisare due questioni:
1) che cosa sono gli OGM vs la selezione massale;
2) come viene definita la sicurezza alimentare in relazione ai residui di pesticidi.

1) che l’uomo abbia da sempre selezionato i vegetali è vero, anzi è più preciso dire che i vegetali e gli umani si sono co-evoluti. Questo ha portato alle carote arancione dalle originarie viola, ai pomodori rossi da quelli gialli (da cui il nome italiano), alle mele più serbevoli ed ai cereali che non lasciano cadere i semi a maturazione ma li trattengono in modo da consentire all’uomo di raccoglierli. Tutto ciò non ha nulla a che vedere con le tecniche dei vecchi OGM e nemmeno con quelle utilizzate per produrre i nuovi OGM, ovvero le TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita). Nel primo caso, infatti, l’agricoltore ha selezionato tra le varianti naturalmente prodotte dalle specie coltivate, beneficiando dell’ampia biodiversità, cosa che ha dato modo alla selezione naturale di agire eliminando ciò che non era di beneficio all’intero ecosistema. Nel secondo caso, OGM, si tratta di tecniche tramite le quali è l’uomo a indurre le mutazioni (inserendo del DNA da altre specie o dalla medesima specie) e non c’è l’azione della selezione naturale, perché i tempi di messa in commercio delle sementi o piante non lo consente. Di conseguenza, con vecchi e nuovi OGM si immettono nell’ambiente varietà che fino a poco prima non esistevano, senza una reale conoscenza delle potenziali conseguenza sull’ecosistema, umani inclusi. Come ricorda ISDE FVG: EFSA sta elaborando nuove linee guida per la valutazione della potenziale allergenicità degli OGM.

2) il secondo punto va articolato su almeno 3 argomenti
2.1) non è vero che i prodotti biologici contengono la stessa quantità di residui di fitofarmaci rispetto ai prodotti convenzionali. Nel report di Legambiente “Stop Pesticidi nel piatto 2023” è evidente come benchè la stragrande maggioranza dei prodotti convenzionali analizzati risulti “regolare” per la legge, ovvero commercializzabile, il 39,21% di essi presenta uno o più residui (il 23,54% presenta più residui contemporaneamente). I campioni di prodotti biologici segnalano, invece, che per il 96,55% sono assolutamente privi di residui, mentre il restante 3,45% presenta tracce di residui (sempre al di sotto dei limiti legali) verosimilmente dovuti a contaminazione ambientale. Quindi 39% contro 3% che non è nemmeno utilizzato direttamente sulla coltura ma è contaminazione ambientale.
2.2) per noi, infatti, è assai più importante, la definizione di che cosa sia un residuo accettabile di fitofarmaco. In estrema sintesi, attualmente si valuta un solo residuo alla volta, quindi assolutamente non considerando l’effetto additivo e verosimilmente sinergico di residui di più fitofarmaci, che è la situazione normalmente presente non solo sugli alimenti ma anche nelle acque. Tant’è che è la stessa ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) a raccomandare di “tenere conto che l’uomo e gli altri organismi sono spesso esposti a miscele di sostanze chimiche, di cui a priori non si conosce la composizione, e che lo schema di valutazione basato sulla singola sostanza non è adeguato. È necessario prendere atto di queste evidenze, confermate a livello mondiale, con un approccio più cautelativo in fase di autorizzazione”. La stessa raccomandazione è stata espressa da EFSA. L’umano cui si fa riferimento per definire le soglie accettabili di residuo (LMR) è un maschio adulto di circa 70kg, la sensibilità di bambini, giovani donne ed anziani non viene considerata, benché molte delle sostanze usate come fitofarmaci abbiano comprovata azione sull’Epigenoma del DNA e siano in grado di provocare danni ad almeno 2 generazioni successive a quella esposta. Senza contare che diverse delle sostanze usate in agricoltura convenzionale agiscono come interferenti endocrini e quindi in quantità infinitesimali. Di tali sostanze, inoltre, la metodologia impiegata per valutare la tossicità del prodotto alimentare non riesce a tenere conto.
2.3) l’effetto sulla salute degli umani (e qui non consideriamo la salute degli altri viventi solo per brevità) dell’uso dei fitofarmaci non si esplica solo attraverso l’alimentazione, bensì anche attraverso l’assunzione attraverso l’aria e l’acqua. Una sola categoria di dati, ma significativa, l’EEA (European Environmental Agency) riporta che una o più sostanze fitosanitarie vengono rilevate oltre i limiti di qualità ambientale in quote dal 10% al 25% di tutti i siti di campionamento delle acque superficiali della UE, con l’insetticida imidacloprid e l’ erbicida metolaclor a guidare la classifica.
Nelle acque profonde, i superamenti delle soglie interessano dal 4% all’11% dei siti di monitoraggio e si devono principalmente agli erbicidi bentazone (tuttora in uso), atrazina (le autorizzazioni dei prodotti fitosanitari che la contenevano sono state revocate da anni) e suoi metaboliti; in Italia ISPRA riporta che nelle acque superficiali sono stati trovati fitosanitari (183 sostanze diverse, per la maggior parte erbicidi) nel 55,1% dei 1.837 punti di monitoraggio; nelle acque sotterranee nel 23,3% dei 2.551 punti. Nelle acque superficiali il 30,5% dei punti di monitoraggio presentava concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientale. Nelle acque
sotterranee il 5,4% dei punti di monitoraggio presenta concentrazioni superiori ai limiti. Nel Nord Italia la presenza supera la media nazionale, arrivando a interessare il 67% dei punti delle acque superficiali e il 34% delle acque sotterranee.
Quindi, chi pratica agricoltura biologica non solo contribuisce alla salute della comunità fornendo cibo più sano, ma anche non immettendo sostanze tossiche nell’ambiente da cui la stessa comunità trae l’acqua e l’aria.

Speriamo, con questo breve testo, di aver contribuito ad una chiara, scientifica e completa informazione, ciò che è anche lo scopo di NEXT e bandiera della dott.ssa Mautino
Un approfondimento sul tema dal webinar congiunto ISDE FVG e AIAB FVG disponibile su youtube: https://www.youtube.com/watch?v=3EGzNUbJfBY&t=485s

ISDE FVG e AIAB FVG

24-26 novembre 2025 SITEVI a Montpellier Francia

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