Piogge e frumento: che altro seminare?
di Cristina Micheloni

Lo scorso autunno ha reso difficile, in alcuni luoghi impossibile, procedere con le semine dei frumenti. Soprattutto nelle terre più pesanti, chi non è riuscito a seminare a fine ottobre ha poi dovuto fare i conti con delle piogge continue, che non hanno permesso lavorazione alcuna.

Che fare quindi? Se, meteo permettendo, riuscite a seminare entro metà febbraio, considerate che è ormai necessario passare a varietà semi-alternative o alternative, quelle cioè che necessitano di periodi più brevi di freddo (vernalizzazione) per passare dalla fase vegetativa alla fase di produzione delle sementi o non lo richiedono affatto. Esse però, nel nostro territorio, portano di rado a produzioni entusiasmanti, quindi è opportuno pensare anche a delle vie diverse, a cereali di maggiore valore e migliore adattabilità, come l’orzo nudo. Ma anche altre famiglie botaniche, come il pisello proteico, che essendo una leguminosa si arrangia anche per la fertilizzazione, piuttosto che la barbabietola da zucchero (se le condizioni sono opportune e avete già chi ve la ritira). Ulteriore opzione è mantenere pulito il terreno, nei prossimi mesi, con qualche passaggio di strigliatore o altro attrezzo meccanico e prepararsi per tempo alle semine primaverili. Attenzione però a che cosa avete coltivato sullo stesso appezzamento l’anno precedente (per chi è certificato bio: mi riferisco al famigerato decreto rotazioni, una disgrazia ancora irrisolta che ci portiamo dietro da ormai due anni).

Quello che invece non si deve fare è lasciare che sul terreno si sviluppi la vegetazione spontanea fino alla prossima primavera, perchè ci ritroveremmo con un terreno sporco e in una situazione foriera di guai, in cui noi, che non vogliamo utilizzare erbicidi, abbiamo poche soluzioni.
Qualche dritta in più: https://www.aiab.fvg.it/per-le-aziende/

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