Quanto deve sapere l’orticoltore d’autunno!

10.10.2022

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Dalla puntata del 09 Ottobre 2022 di Vita nei Campi di Rai Radio 1 del Friuli Venezia Giulia, l’intervento di Cristina Micheloni. Cliccando QUI puoi ascoltare la puntata per intero.

Quanto deve sapere l’orticoltore d’autunno!

Come ci racconta Sara Bosco, l’orto d’autunno è tutt’altro che grigio, anzi, nel nostro clima, è forse il momento di maggiore produzione (e soddisfazione) giacchè gli ortaggi estivi ancora portano i rossi degli ultimi pomodori, i viola delle ultime melanzane ed il verde acceso delle ultime zucchine, cui si coniugano i gialli e gli arancio delle zucche, i verdi-azzurri dei cavoli, il bianco ghiaccio dei finocchi e i gialli che arrivano al bordeaux passando per il verde dei radicchi.
Ma dietro a tanta bellezza c’è anche tanto lavoro e tanta competenza, soprattutto per gli ortolani bio che praticano la vendita diretta, dove la diversità dell’offerta è una delle principali chiavi del successo. Da un lato bisogna prolungare il più possibile la produzione delle estive, con pulizia della vegetazione, attenta irrigazione e magari una fertilizzazione mirata, dall’altro c’è da modulare il raggiungimento della maturazione delle piantine messe in campo tra luglio ed agosto, cosa che si fa con la scelta varietale, un’opportuna rotazione, il rincalzo e la giusta fertilizzazione (magari passando per un sovescio). Poi c’è tutto il lavoro che non si vede ma è pur’esso essenziale:
1) seminare i sovesci sugli appezzamenti dove verranno seminate/trapiantate le colture estive il prossimo anno;
2) per chi ha dei tunnel, e sono tanti, c’è la gestione delle temperature e ventilazione al loro interno, cosa particolarmente delicata in questo momento sia perchè le temperature cambiano considerevolmente durante il giorno, sia perchè molte colture sono nelle fasi più intense di sviluppo e di conseguenza particolarmente sensibili;
3) poi c’è da pulire e conservare quanto prodotto in estate, ovvero le cipolle, le patate, i fagioli e le più recentemente raccolte zucche. Per le patate la cernita va effettuata con accuratezza e i tuberi vanno poi conservati in locale buio, asciutto (ma non troppo) e ventilato, ma ricontrollate di tanto in tanto per evitare sorprese. Con temperature miti c’è il rischio che inizino a germogliare.. quindi occhio anche a quello. Visti i costi energetici le conservazioni in cella frigo vanno valutate con attenzione! Meglio piuttosto accelerarne la vendita e ragionare (ormai per l’anno prossimo) su varietà più resistenti. Le cipolle che meglio passano l’inverno sono quelle con tuniche esterne spesse, aderenti, resistenti e bulbo con alto contenuto di sostanza secca. La tipologia “Dorata di Parma” è quella che meglio si conserva, molto meno le bianche ed anche le viola. Molto però dipende dalle operazioni colturali pre-conservazione: bisogna sospendere per tempo l’irrigazione e poi essiccare, selezionare e pulire i bulbi con accuratezza. Anche in questo caso c’è il rischio di germogliamento, favorito dalle alte temperature, e dell’emisisone di radici e della marcescenza, in questo caso favorite da elevata umidità.
Per le zucche si consideri che per una buona conservazione lo stacco va effettuato in corrispondenza delle prime suberificazioni del peduncolo che è meglio sia ben suberificato, se le condizioni meteo lo consentono…. Ovvero finchè il tempo è bello lasciatele in campo!
Insomma tante cose da sapere e da fare, l’orticoltore rimane impegnato anche con l’accorciarsi delle giornate.
Per saperne di più sulla conservazione delle orticole:
https://www.aiab.fvg.it/wp-content/uploads/2022/10/B-ORT-12_22-30-09-22.pdf
E per avere informazioni di prima mano, un evento formativo dedicato all’orticoltura bio il
12 ottobre a Poincicco di Zoppola, direttamente in azienda:
https://www.aiab.fvg.it/2022/09/26/formazione-in-campo-il-12-ottobre-sullorticoltura-bio/
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