Dalla puntata del 20.09.2026 di Vita nei Campi di Rai Radio 1: ” La semina del frumento (bio) non inizia in autunno, ma molto prima”.
Intervento di Stefano Bortolussi.
Oggi vi parlo di frumento tenero, ed in particolare di semine. Una cariosside di frumento – un seme di frumento – racchiude un potenziale genetico in grado di spingere le rese, per alcune varietà, a 170 q/ha e oltre. Da questo valore potenziale, dal momento della semina fino alla raccolta, inizia una corsa al ribasso, e la corsa si fa tanto più precipitosa quanto più ci si allontana dalle condizioni ideali per la coltura: il terreno non era in tempera quando è stato lavorato? Si perde una percentuale di questa resa potenziale. La primavera è stata secca? Si perde una ulteriore fetta di raccolto. Alla fine si arriva ad ottenere una resa media, in regione, che si attesta sui 55-60 quintali per ettaro in convenzionale e sui 30 in bio. La finestra temporale in cui ci si gioca la maggior parte di questa resa potenziale è abbastanza breve: dalla semina all’affrancamento delle plantule. Per fare un paragone zootecnico di altri tempi, è come come avere una vacca con un sangue da campionessa mondiale di produzione di latte, ma se da manza la mettiamo, per necessità, a tirare l’aratro, dandogli pure da mangiare razioni troppo semplificate, di latte ne produrrà poi poco, e per sovrappiù di qualità non eccelsa.
Questo modo di considerare le cose implica un cambiamento di prospettiva in chi si occupa di semine. Se molto in agricoltura è al di fuori del nostro controllo diretto, una cosa possiamo programmarla con più attenzione: il percorso con cui arriviamo alla semina. A volte ci si arriva in condizioni non ideali, dove le decisioni sul da farsi risultano semplici solo con il senno di poi. Il ciclo operativo di osservazione, decisione, azione, spesso potrebbe essere riassunto nel modo seguente: ho raccolto la soia tardi per varie ragioni, poi si è messo a piovere perché siamo arrivati a novembre, devo fare in fretta, uso una dose maggiore di seme conciato con i prodotti ammessi. Qui, almeno temporaneamente, ci sembra di aver ottenuto l’effetto voluto: un mese dopo il campo è verde. Tanto poi recuperiamo eventuali piante stentate con la concimazione. In realtà non si recupera più, si può solo perdere di meno. Per perdere meno potenziale produttivo si devono rivalutare conoscenze agronomiche non più così centrali nei nostri pensieri di agricoltori, come avvicendamenti colturali, leguminose foraggere e fertilità biologica. La semina del frumento non inizia in autunno, ma nelle stagioni e negli anni precedenti.
A inizio ottobre AIAB Friuli propone un seminario, aperto a tutti, su aspetti pratici di fisiologia e agronomia del frumento con il prof. Marcello Guiducci e con l’agronomo Vincenzo Vizioli. Trovate i dettagli sul sito web di AIAB FVG.
Addendum
In regione si coltivano circa 10,000 ettari a frumento tenero, pari al 2% della superficie coltivata in Italia. A livello nazionale la percentuale di autoapprovigionamento è stimata al 30-35%, tutto il resto è importato.