Prima puntata su come l’agricoltura può adattarsi al clima che tumultuosamente, velocemente e imprevedibilmente cambia e non si può che partire dal suolo, tema che abbiamo toccato più volte nelle scorse stagioni ed oggi cercherò di mettere assieme i tanti elementi che lo rendono strategico nell’affrontare sia la siccità come le precipitazioni estreme, accumulare CO2 e tanto altro.
Un suolo con una buona dotazione di sostanza organica, o chiamatela humus se vi piace di più, mantiene una maggiore quantità di acqua e per tempi più lunghi in casi di siccità prolungata. Infatti ogni punto percentuale di sostanza organica permette, in media, di accumulare 340hl/ha di acqua e metterla pian piano a disposizione delle piante nei periodi di siccità. E’ poco? No, è tanto, è quel che basta per superare 20-30 giorni senza pioggia, ed è solo l’1%, se facciamo di meglio, sa va sans dire… per dire, un terreno di media pianura, gestito con criterio per la produzione di seminativi può arrivare al 3% e anche un po’ di più.
L’effetto della sostanza organica si esplica attraverso la capacità degli acidi umici di assorbire tanta acqua (fino a 20 volte il loro peso) ma anche attraverso il miglioramento della struttura del terreno, che, quando arriva troppa pioggia in tempi ristretti, torna buona per il drenaggio. In sintesi, quando piove tanto l’acqua viene in primis assorbita e poi, l’eccesso, drenato senza compromettere la struttura del terreno, che significa senza provocare frane o smottamenti e senza troppa erosione.
La sostanza organica del suolo è il più efficiente modo per stoccare carbonio e impedire che vada in atmosfera, mitigando così l’effetto dell’agricoltura sul cambiamento climatico.
La sostanza organica è “cibo” per i tantissimi organismi che nel suolo vivono, ricordiamoci che un quarto della biodiversità sta proprio nel suolo, e, attraverso loro si trasforma in nutrimento per le piante, proprio quando e come le piante lo necessitano, evitando lisciviazione e perdita di nutrienti che si trasforma in inquinamento delle falde.
Bando alle ciance, come si porta sostanza organica nei suoli? Intanto cerchiamo di non perderla, ossidandola. Il che significa ridurre o evitare le lavorazioni aggressive con rivoltamento della zolla (qui Stefano Bortolussi ci dirà come fare!), poi portiamoci tutto quello che è sostanza organica pulita (senza residui di antibiotici, di fitofarmaci, di plastica, di metalli pesanti… ) o coltiviamocela in loco. Nello specifico scenderemo nelle prossime puntate.
Intanto vi segnalo che lunedì 23 settembre, giornata Europea del Biologico, c’è un bellissimo docu-film sul tema al Visionario di Udine: Commond Ground diretto da Rebecca Harrell Tickell e Joshua Tickell e prodotto da Julian Lennon, Diana Ladd, Rosario Dawson. È stato insignito di numerosi premi, tra i quali anche il Tribeca Film Festival, riprende e approfondisce il messaggio del precedente film degli stessi registi, Kiss the Ground, ma aggiunge una pragmatica visione di speranza attraverso soluzioni concrete per sanare un sistema planetario in crisi. È un viaggio tra i pionieri dell’agricoltura biologica rigenerativa negli USA che, con radicalità e coraggio, propongono e attuano diverse tecniche per riportare in salute i suoli ed emanciparsi
dall’egemonia delle big companies del settore agroalimentare.