Dalla puntata del 01 giugno 2025 di Vita Nei Campi di Rai Radio 1 del Friuli Venezia Giulia, l’intervento di Cristina Micheloni. Clicca QUI per ascoltare l’intera puntata
Sempre a proposito di crisi climatica, uno degli effetti sull’agricoltura è l’arrivo di nuovi parassiti, il cambio dei cicli di quelli che già c’erano e l’imprevedibilità di ogni anno rispetto a temperature e altri parametri meteo, cosa che aumenta il rischio e poco si può fare di preventivo se non aumentare la biodiversità e, con essa, la capacità del sistema agricolo di essere più resiliente.
Insetti parassiti, dicevamo, e focalizziamo sulla tignoletta della vite, la carpocapsa del melo e mosca e tignola dell’olivo.
Studi condotti in Spagna dimostrano come poter contare su una popolazione di 40-60 pipistrelli per ettaro può ridurre del 30% la presenza della tignoletta, sul melo e l’olivo qualcosa di simile per I rispettivi parassiti. Non risolve del tutto il problema ma ci toglie un bel peso!
Infatti i pipistrelli sono voraci insettivori, in una notte mangiano l’equivalente dell’80 – 100% del proprio peso in insetti, significa 1000-3000 insetti. Interessante come della loro dieta non facciano invece parte nè parassitoidi nè impollinatori!
Come fare a convincerli ad abitare nei nostri vigneti o frutteti? Chiedono solo 3 cose:
1) avere dei luoghi dove nidificare e dove passare il giorno. Si possono acquistare o costruire le specifiche casette per pipistrelli, con una fessura d’ingresso da 1,7 a 2 cm di larghezza, sul web una montagna di tutorial disponibili! Quante casette? 2 casette per ettaro, installate a 4m di altezza da terra, su pareti, alberi o su pali. Si tenga presente che i pipistrelli vivono e cacciano in un raggio di 500 m dalla propria casa. Se la zona è fredda orientare l’entrata della casetta a sud, se invece è molto calda evitare di posizionare le casette sulle pareti a sud;
2) di non essere avvelenati con gli insetticidi! Ben si comprende come se gli insetti di cui si nutrono sono storditi dagli insetticidi (e sono le prede più facili) finiscono per avvelenare anche i pipistrelli. I metodi di controllo con l’uso di feromoni o il Bacillus thuringiensis non hanno invece effetto alcuno.
3) acqua! Come tutti i viventi devono bere e questi simpatici mammiferi lo fanno in volo. Quindi nei pressi della colonia ci deve essere uno specchio d’acqua abbastanza largo e libero da vegetazione per permetter loro le manovre aeree necessarie.
Un’ultima raccomandazione: non bisogna disturbarli in generale, ma soprattutto durante il periodo riproduttivo, che va da maggio a luglio.
Infine: non abbiate fretta, una colonia di pipistrelli si popola e si stabilizza nell’arco di 3-4 anni, durante i quali valgono tutte le raccomandazioni di cui sopra.