Intervento di Cristina Micheloni
Ben ritrovati dopo un’estate che ha messo alla prova campi, piante, animali e agricoltori. Vi abbiamo sempre detto che la diversità è la chiave della resilienza e quindi anche noi, in questa rubrica, ci diversifichiamo! Da questa stagione più voci si alterneranno per offrirvi punti di vista diversi e complementari e, soprattutto, competenze diverse, sempre su tema del “fare bene l’agricoltura biologica nel nostro territorio”. Le voci (e le competenze) saranno quelle di: Stefano Bortolussi, voce già nota a questi microfoni, sui temi delle colture seminative e particolare attenzione alle leguminose da granella per uso alimentare… intanto riprendete le puntate della stagione 2023-24 per un ripasso sulle tante specie coltivabili in Friuli; Ferdinando Cestari, voce nuova con molte competenze nel settore frutticolo, a partire dal melo, passando per pesco, ciliegio e kiwi ed arrivare a mandorlo e noce; Federico Tacoli, altra voce nuova, che si concentrerà sul vigneto; Michael Centa, nuova voce anch’egli, con tanta esperienza in orticoltura in pieno campo e ambiente protetto.
Sono tutti tecnici di AIAB FVG e potete avere un assaggio delle loro attività e competenze andando sul sito di AIAB FVG alla sezione “per aziende e tecnici” (
https://www.aiab.fvg.it/aziende-e-tecnici/) e potete ottenere anche un loro supporto tecnico gratuito in azienda (grazie al sistema regionale SISSAR)…. date un’occhiata e in caso scrivete una mail!
Io invece continuo a tempestarvi con altri elementi di diversità: avete sperimentato sulla vostra pelle in questi caldi mesi come si stia di gran lunga meglio all’ombra degli alberi e su un terreno inerbito rispetto ad un’area cementata/asfaltata in pieno sole. Ebbene, la stessa sensazione pervade piante e animali allevati, con l’aggiunta che le prime non possono nemmeno spostarsi. Se possono stare all’ombra di alberi e siepi e su terreno inerbito invece che su terreno nudo, o lavorato, e in pieno sole…. beh, stanno meglio, producono meglio e si ammalano di meno.
In città come in campagna il leitmotiv è piantiamo e manteniamo alberi e non lasciamo mai il terreno nudo ma diamo spazio a coperture vegetali di qualunque tipo, vive, morte, cresciute lì o apportate, basta che proteggano il suolo, riducano l’evaporazione e mitighino il calore.
Oltre agli alberi ci stanno bene anche gli arbusti, per costruire siepi fitte e stratificate che, se un tempo consideravamo utili solo come frangivento e corridoio ecologico, oggi assumono anche un ruolo di mitigazione climatica e… tanto per aggiungere valore… possono assicurare foraggio per gli animali anche in annate siccitose e calde come quella ancora in corso. Vi lascio un’esperienza svizzera sull’uso di siepi miste di salice, frassino, gelso, tiglio e ontano ma anche nocciolo proprio per assicurare ai bovini una fonte foraggera:
https://organic-farmknowledge.org/tool/55948
In estrema sintesi: una siepe messa a dimora con piante belle fitte e con abbondanti ricacci, a regime, può dare un notevole contributo alimentare a bovini o ovini, anche quando l’erba, il pascolo, le foraggere stentano a causa del caldo o della carenza di acqua!
Insomma, più il gioco si fa duro e più alberi e arbusti si dimostrano “all’altezza”…. in tutti i sensi!