Dal 2006 è arrivata in Europa dall’America del Sud la Tuta absoluta, un piccolo lepidottero, lungo meno di un centimetro, le cui larve più giovani scavano tra le pagine fogliari delle solanacee (anche loro vengono dall’Amerca Latina!), con chiara preferenza per il pomodoro. L’attività di scavo delle larve crea delle aree giallastre sulle foglie, ma il peggio è che le larve delle età successive amano i frutti e quindi si trasferiscono sui pomodori, bloccandone la crescita o provocandone uno sviluppo deforme o aprendo la strada ai microrganismi che li portano alla marcescenza.
La farfalla ha cicli molto veloci, tanto più veloci quanto più alte sono le temperature: a 30° passa da uovo ad adulto in meno di 30 giorni. Inoltre depone un bel numero du uova, anche più di 200 per femmina e le depone pure in modo sparso.
In Italia è arrivata nel 2008 ed oramai è presente in tutte le regioni, anche da noi, provocando da alcuni anni danni ingenti, soprattutto in serra, dove le temperature sono più elevate e ci sono meno predatori.
La tentazione di passare alla chimica è comprensibile, però non è nè risolutiva nè efficiente, anche perchè le larve delle prime generazioni, quelle più sensibili, sono protette all’interno della foglia.
Allora, come al solito, serve una strategia, che metta assieme pratiche e attenzioni, in modo da arrivare all’uso dell’insetticida ( e comunque consideriamo solo quelli ammessi in bio) solo come ultima spiaggia.
1) coprire i laterali dei tunnel con rete fitta e fare molta attenzione a tenerli chiusi, soprattutto alla sera, quando gli adulti si muovono di più;
2) rotare le colture in serra e far ritornare le solanacee nello stesso appezzamento dopo almeno 2 stagioni;
3) se ci sono importanti presenze di insetto allontanare i residui colturali, in modo da ridurre le crisalidi della Tuta che vorrebbero svernare lì;
4) eliminare le solanacee spontanee, come l’erba morella, dai dintorni delle serre;
5) le lavorazioni del suolo o anche la pacciamatura con telo nero infastidiscono le crisalidi che vogliono andare a rifugiarsi nel terreno. Anche la solarizzazione è efficace;
6) lasciar lavorare gli insetti utili, come alcuni miridi, e se possibile introdurne anche, ad esempio si possono effettuare lanci di Trichogramma, quello che si usa anche contro la piralide del mais. L’uso di insetticidi persistenti invece elimina gli utili e alla lunga favorisce la Tuta;
7) usare le trappole cromotropiche o a feromoni per sapere come si sviluppa la popolazione, ma volendo anche per la cattura massale;

se l’appezzamento ha una discreta dimensione si può applicare, su tutta la serra, la confusione sessuale, ovviamente acquistando i feromoni specifici;
9) se proprio tutto quanto detto sinora non basta, usare con cautela, o il Bacillus thuringiensis (sottospecie kurstaki e aizawai) o l’azadiractina oppure ancora lo spinosad (in ordine di preferenza decrescente). Si ricordi che i trattamenti vanno preferenzialmente eseguiti nelle ore serali, quando è massima l’attività della T. absoluta, sia da adulta che da larva.