Lenticchie per Capodanno!

5.01.2024

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Dalla puntata del 31 dicembre 2023 di Vita Nei Campi di Rai Radio 1 del Friuli Venezia Giulia, l’intervento di Cristina Micheloni. Clicca QUI per ascoltare l’intera puntata.
E quale poteva essere il legume di Capodanno se non la lenticchia?
Il legume dalla più lunga storia di coltivazione ed uso: origini medio-orientali, attorno all’attuale Siria, e coltivazione che sembra risalire a quasi 10.000 anni fa, divenuto poi cibo base nell’Antica Grecia e, a seguire, a Roma. Citata nella Bibbia come piatto dei più poveri, da Galeno per le virtù salutistiche, è anche simbolo di fortuna, anzi specificamente di “fortuna economica”, dato che mangiarle a Capodanno, prima che i 12 rintocchi terminino, pare assicuri ricchezza e successo nell’anno entrante… probabilmente perché la forma appiattita assomiglia in qualche modo alle monete.
Ma al di là delle credenze, la lenticchia è un vero tesoro, visto quante proteine (25%), carboidrati (51%), fibre contengono e ad un prezzo davvero basso: fate due conti prima di comperare la prossima bistecchina! Appunto fatevi due conti e capite perché sono la “carne dei poveri”. Poveri ma smart, poichè oltre a proteine e carboidrati le lenticchie contengono un sacco di altri composti utili, tra cui fosforo e ferro. Non contengono glutine e sono, come tutti i legumi, ottimi regolatori della glicemia.
Particolare che vi toglierà tutti gli alibi: nel caso della lenticchia non potete dire di non avere il tempo per cucinare… perché sono davvero rapide da preparare.
Le varietà e tipologie di lenticchie sono numerose, per semplicità identificate con il colore (rosse, bionde, verdi, nere, brune…) che però è una semplificazione che rischia di farci perdere dei dettagli interessanti… comunque assaggiate e apprezzate la diversità! In linea davvero generale, forse troppo, considerate che più sono piccole e più sono pregiate dal punto di vista culinario, provare per credere.
La pianta è annuale, esile ma tenace (resiste alla siccità ed anche alle basse temperature), cresce bene in collina e montagna, anche su terreni di bassa fertilità. In Italia ho contato 11 lenticchie con marchio IGP o riconosciute in altro modo come tipiche, tutte nel Centro e nel Sud del Paese ma, appunto, in altura, per mitigare l’effetto negativo delle temperature estive ma anche perché riesce a dare un reddito laddove altre colture stentano. In Friuli si coltivava, sempre prima dell’avvento del fagiolo! Anche in questo caso il nome friulano, lint, ne testimonia la presenza e l’uso. Negli ultimi anni qualche intraprendente agricoltore l’ha riportata sui campi regionali, tant’è che per questo Capodanno potreste già cercare fortuna con lenticchie biologiche regionali!
Si semina a fine inverno, nella pianura verso metà febbraio, sempre però guardando al meteo e si raccoglie verso fine giugno. Nella coltivazione in biologico il punto nevralgico è il controllo delle infestanti, che si può fare in qualche modo con mezzi meccanici ma serve qualche idea in più. Come associazione stiamo lavorando sulle consociazioni con altre colture, come il lino, l’orzo e la camelina, cosa che dovrebbe togliere spazio alle malerbe e portare benefici ad entrambe le colture. Per aggiornamenti stay tuned… a primavera ci saranno delle visite in campo per capire come e quanto il tutto funzioni. Comunque la lenticchia è un’altra di quelle colture che ci piacciono perché capaci di arrangiarsi per molti aspetti, fertilizzazione in primis, perché amiche del clima e del suolo, perché coltivarle (in bio) e utilizzarle qui in Regione sarebbe un bel passo nella transizione proteica ed anche un via di supporto economico all’agricoltura locale.
Chiudo con un dato negativo ma che intende essere un buon proposito per il 2024: più del 90% delle lenticchie mangiate in Italia è importato, con buona pace delle sopra citate lenticchie a marchio IGP, consumatore vuoi leggere l’etichetta e prediligere il prodotto bio e locale? Agricoltore, vuoi trovare una via d’uscita ai bassi prezzi di frumento, mais e soia cimentandoti con una coltura diversa?
Buon 2024 a tutti, pieno di legumi biologici coltivati e utilizzati in Friuli Venezia Giulia!
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