Quando la leguminosa è aromatica: la liquirizia

11.03.2024

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Dalla puntata del 10 marzo 2024 di Vita Nei Campi di Rai Radio 1 del Friuli Venezia Giulia, l’intervento di Cristina Micheloni. Clicca QUI per ascoltare l’intera puntata.
Non finiscono di stupirci le leguminose, o più correttamente fabacee, come sono state rinominate. Anche tra le aromatiche e officinali ve ne sono alcune ben note, ad esempio la liquirizia (Glycyrrhiza glabra).
Pianta che ama il caldo ma resiste anche a temperature sotto lo 0°, quindi diffusa e “di casa” al Sud ma coltivabile anche nei nostri giardini, scegliendo aree assolate e protette dai venti.
Proviene dall’Asia più remota, era nota ed utilizzata come medicamentosa in Cina sin da tempi davvero lontani. Si è avvicinata a noi attraverso egizi, assiri e greci per arrivare in Calabria con i monaci benedettini verso l’anno 1000 e assurgere a “tipicità” con notevole valore commerciale nel 1700. Da lì le famose radici, rotelle, confetti, liquori..
Ma, come detto, si può coltivare anche nella parte più protetta dei nostri orti e giardini ed anche in vaso, ma non sottovalutate lo spazio necessario: dato che si usano le radici dobbiamo dare loro spazio e tempo per svilupparsi sufficientemente!
E’ una pianta perenne, che però d’inverno si secca completamente e a primavera riparte da zero. Raggiunge un’altezza di un metro e mezzo e soffre il ristagno: quindi va seminata o, meglio, trapiantata (le piantine le trovate in diversi vivai o potete chiedere una radice a qualche conoscente che ce l’ha in giardino) in terreno ben drenante, profondo, leggero e privo di sassi. Fate conto di coltivare delle carote, quello è il terreno giusto!
D’estate vi regalerà dei piccoli fiori rosati riuniti in infiorescenze, un interessante aroma attraverso le leggere foglie, ma, dopo 3-4 anni, anche delle radici dalle dimensioni tali da poter essere utilizzate. Non ha grandi necessità di fertilizzazione (è sempre una leguminosa!), gradisce un po’ d’acqua a primavera ma poi ce la fa da sola. È bella rustica e se le teniamo i piedi asciutti non dovrebbe andare incontro a patogeni o parassiti. Quindi una pianta che fa da sè e non soffre troppo gli eventi estremi del meteo.
La questione dello spazio: nell’estate si sviluppa in altezza e larghezza in modo abbastanza vigoroso, quindi le piante vanno distanziate di almeno 50-60 cm tra loro e un abbondante metro va lasciato tra le file.
All’arrivo del freddo la pianta va in totale stasi vegetativa, si può quindi tagliare tutta la vegetazione dell’anno perchè nella successiva primavera ricaccerà dalla base. Il periodo della stasi è quello in cui si raccolgono le radici più grosse per utilizzarle, ma attenzione a non danneggiare le altre, che invece serviranno per la continuazione della coltivazione. Si raccolgono le radici di circa 3 anni, ma siate anche un po’ più pazienti e le dimensioni del rizoma vi daranno maggiore soddisfazione.
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