Cari ortolani,
vagando tra strade secondarie, campagna e montagna noto con piacere che dal COVID in poi si sono moltiplicati gli orti, i piccoli frutteti ed anche i giardini “vivi”, termine con il quale intendo quei bei giardini irregolari ed anche un po’ selvatici (all’apparenza) dove le piante ornamentali sono tante e diverse e si combinano con gli ortaggi, dove c’è sempre qualcosa di fiorito, a tutto beneficio degli occhi e dei pronubi e dove lo spazio per il prato all’inglese non c’è più. Bene per gli umani, per la loro salute psicofisica e per l’ambiente. Però stento ancora a vedere i cumuli di compost, o anche i bidoni per il compost, che sarebbe il primo ed anche facile passo verso quella circolarità dell’economia che ad alcuni pare innovazione ma che in agricoltura è sempre stata la normalità.
Un ulteriore premessa: stiamo (s)ragionando di riciclare ogni sottoprodotto e di ridurre gli scarti ma forse la cosa più abbondante ed urgente cui trovare un uso utile sono gli scarti del metabolismo umano, inteso non solo come deiezioni (anche se lì ci sarebbe tanto da dire e ancor di più da fare) ma soprattutto come ciò che avanza o viene scartato dalla cucina ed il compost domestico è il modo ideale per rendere tutto ciò utile sotto forma fertilità del suolo. Il compost è infatti un toccasana per il suolo e può ben sostituire ogni fertilizzante nell’orto, nel frutteto e pure nei vasi di fiori e di aromi.
Ma perché in così pochi fanno il compost nel giardino? Chiedendo e chiacchierando ne esce che in molti non lo vogliono fare perché puzza! Attenzione, è una fermentazione aerobica in cui funghi, batteri ed attinomiceti trasformano ciò che trovano in humus e le popolazioni di microrganismi e la relativa abbondanza dipende da che cosa mettiamo nel cumulo. In estrema sintesi: se rimanete su materiale vegetale come scarti della pulizia degli ortaggi, erba sfalciata, foglie, ramaglie più o meno sminuzzate…. non si forma nessuna puzza! Se iniziate ad aggiungerci avanzi di cibi di origine animale invece qualche odore molesto si può sviluppare.
Altra causa di formazione di cattivi odori può essere il fatto che la fermentazione non è più aerobica perché nella massa non passa aria, quindi basta rivoltare o smuovere un po’ il tutto e iniziare a inserire nel cumulo qualcosa di grossolano, tipo ramaglie, per facilitare la circolazione dell’aria.
Altre chiacchiere riportano che non si fa il compost perché richiama i topi! Vero sempre se contiene scarti di origine animale, mentre gli scarti vegetali sono assai meno interessanti per ratti e dintorni, magari qualche topino di campagna ci può stare, ma non lo vedrei come un problema.
Altro tema di disquisizione: meglio il cumulo o il bidone? Indubbiamente meglio il cumulo, che permette maggiore aereazione e dà anche modo di poter rivoltare la massa o almeno muoverla per rendere più omogeneo il processo di fermentazione ed evitare stalli. Ma si faccia un po’ quello che si può, se lo spazio a disposizione è limitato e l’estetica dell’orto propende per il bidone… e bidone sia! Però controllate che all’interno circoli abbastanza aria.
Un paio di piccoli accorgimenti e suggerimenti:
1) non sono necessari starter batterici o altro. Nell’aria, nell’acqua, nel suolo, sulla matrice vegetale, ci sono tutti i microrganismi che servono;
2) oltre all’aria i microrganismi hanno bisogna anche di un po’ di umidità, quindi in caso di prolungati periodo siccitosi, controllate all’interno della massa e se troppo secco provvedete;
3) i microrganismi lavorano al meglio, anche in termini di velocità, se c’è un equilibrio tra proteina e fibra, quindi se vedete che il processo va lento, aggiungete alla massa del compost, mescolando, un po’ di azoto, sotto forma di pollina o altro pellettato organico, ne basta una manciata.