Dalla puntata del 12 ottobre 2025 di Vita Nei Campi di Rai Radio 1 del Friuli Venezia Giulia, l’intervento di Cristina Micheloni. Clicca QUI per ascoltare l’intera puntata.
Terza puntata sulla questione del grano, della sua qualità e del pane in Friuli. Rimaniamo sulla rotazione colturale per “fare un buon grano” e, avendo già cantato le lodi della medica diamo per scontato che chi può, prima del frumento la fa!
E se per mille motivi, tutti validi, la medica non la potete coltivare, bisogna pensare a qualche altra coltura che arricchisca almeno un po’ il terreno: quindi una leguminosa!
Una leguminosa foraggera sarebbe la prima scelta, tipo un trifoglio o anche un miscuglio di trifoglio con una graminacea, però se non vi ci sta la medica è verosimile che non abbiate modo di utilizzare o valorizzare nemmeno questa foraggera. Però se si può fare… è una buona scelta!
Passiamo quindi alle leguminose per altri usi, quelle coltivate per la produzione di granella, come il pisello, il cece, il fagiolo, la lenticchia oppure la soia.
Vediamo nel dettaglio: il pisello copre bene il terreno e lascia un bel po’ di azoto nel suolo, però si raccoglie a inizio estate, cosa che ci lascia il tempo di preparare il terreno… anche troppo, infatti si rischia che nel frattempo il suolo perda fertilità, esposto alle alte temperature estive, e le infestanti facciano festa. Teniamolo presente ed eventualmente pensiamo ad un sovescio estivo.
Lenticchia e cece fissano la loro parte di azoto, meno del pisello, non lasciano tanta sostanza organica nel suolo ma, il vero problema è che sono estremamente poco competitive nei confronti delle malerbe e si rischia di ritrovarsi con una situazione difficile da gestire. Qualcosa di simile per il fagiolo, anche se è un po’ più competitivo nei confronti delle malerbe e lascia più “cibo” ai microrganismi del suolo, quindi tra i tre è di certo da preferire.
Poi ci sono i cosiddetti fagioli che invece sono “vigne”, come il fagiolo dall’occhio, o il fagiolo mungo. Sono colture estive che tengono coperto il terreno fino a settembre, fissano un po’ di azoto, non tantissimo, vista la brevità del ciclo. Anche le vigne non sono competitivissime nei confronti delle malerbe e non lasciano molto “nutrimento” ovvero sostanza organica nel suolo.
Infine la soia, la leguminosa da granella che siamo più abituati a vedere nei campi. Il timing è perfetto, perché tiene coperto il suolo fino a settembre e anche oltre, le malerbe, tra la coltura che copre e le sarchiature si riescono a gestire. Lascia una discreta quantità di sostanza organica, è molto efficiente nella fissazione dell’azoto ma… ti pareva che non c’era un “ma”…. se lo tiene tutto per sè! Nel senso che lo trasloca sotto forma di proteina nella granella e quello che resta nella pianta e nel terreno è poca cosa.
Delle non leguminose parleremo la prossima volta