Dalla puntata del 9 novembre 2025 di Vita nei Campi di Rai Radio 1 del Friuli Venezia Giulia, intervento di Cristina Micheloni. Clicca QUI per ascoltare la puntata.
Ancora sul luogo comune che non si può fare farina da pane in Friuli (quinta puntata) e oggi parliamo di come fornire al frumento i nutrienti, azoto ma non solo, di cui ha bisogno per “fare proteina”, ovvero glutine, ovvero quel magico reticolo che trattiene l’anidride carbonica e fa lievitare pani, panettoni e focacce.
Troppo semplice pensare ai fertilizzanti, di cui parleremo più avanti, molto più lungimirante lavorare di agronomia. Già molto abbiamo detto sulle rotazioni (si vedano le puntate precedenti), nelle quali utilmente possiamo andare ad inserire dei sovesci prima della semina del frumento.
Focalizziamo sull’azoto, visto che vogliamo proteina, ma i sovesci fanno molto di più, sia in termini di struttura del suolo, che di gestione delle infestanti, che di messa a disposizione di altri elementi nutritivi per la pianta e per chi poi si mangia il pane.
Ma stiamo sull’azoto! Se quello voglio, devo usare delle leguminose, da sole o assieme ad altre specie. Se ho uno spazio temporale largo prima di seminare il frumento, ad esempio ho la primavera a disposizione, posso pensare al pisello o al favino o alle due specie assieme, magari sostenute da un cereale quale orzo o segale o avena. I miscugli sono sempre da preferirsi, perché molto più adattabili alle condizioni meteo, imprevedibili per definizione. Oppure potreste essere un po’ più creativi e usare il meliloto (meglio quello giallo), soprattutto se in aree fredde. Anche i diversi trifogli possono servire allo scopo.
Se invece di tempo ne avete poco, ad esempio dopo la bietola o il colza, e quindi dovete seminare il sovescio ad inizio estate, tocca orientarsi su specie “da caldo” che tra le leguminose possono essere le vigne come il fagiolo dall’occhio (Vigna unguiculata) o il fagiolo mungo. Le vigne però non producono un grande biomassa, quindi o le combinate con qualche altra specie a crescita più abbondante, come il miglio o il grano saraceno, o esplorate delle alternative come la crotalaria che di biomassa ne produce tanta e anche di azoto ne apporta un bel po’. Essendo così generosa, bisogna prendersi anche il giusto tempo per terminare il sovescio, lasciarlo un po’ asciugare e preparare il letto di semina…. sempre che non si voglia procedere con una semina diretta o con una minima lavorazione. Scelta con molti vantaggi ma che va ben programmata, preparate e ponderata.
Ma quanto azoto guadagno con il sovescio: dipende da tanti fattori, ma può andare dalle 40 unità/ha del pisello al centinaio del favino e alle 140 unità/ha della crotalaria al meglio della propria espressione. La cosa di ulteriore interesse è che l’azoto diviene disponibile in modo graduale, fino alla primavera successiva, quando è di maggiore utilità per la questione del tenore proteico!
Tutto azoto che torna buono al frumento, con buon risparmio di fertilizzanti. E non è l’unico effetto positivo!
qualche informazione in più sulle specie da sovescio la potete trovare qui: