Dalla puntata del 23 novembre 2025 di Vita nei Campi di Rai Radio 1 del Friuli Venezia Giulia: intervento di Cristina Micheloni. Clicca QUI per ascoltare la puntata.
E siamo alla sesta puntata sul tema/dilemma se sia possibile fare frumento da pane in Friuli. Anzi, abbiamo già risposto di sì e siamo al “come fare”. E dopo rotazione, erbai e sovesci oggi prendiamo in considerazione la consociazione.
Visto che la finalità principale, per fare pane, è quella di aumentare l’azoto disponibile al frumento, soprattutto nel momento in cui la pianta lo deve traslocare alla granella per formare proteina, ça va sans dire che anche oggi parliamo di leguminose.
Ma questa volta le leguminose le seminiamo assieme al grano, mettendo in pratica la consociazione o intercropping o relay cropping o… molto tradizionalmente, bulatura.
Nel caso della bulatura, pratica tutt’altro che nuova, si tratta di seminare, a spaglio, una leguminosa foraggera, che può essere la medica o un trifoglio (violetto o sotterraneo), a fine inverno, su un frumento seminato nell’autunno precedente. La leguminosa si svilupperà con il frumento, tanto o poco in funzione della quantità di luce che raggiungerà il suolo, quindi se ne voglio di più dovrò seminare su file più distanti tra loro il cereale.
Altra opzione è usare una consociazione con delle leguminose da granella. Qui ci sono delle ulteriori variabili: 1) posso seminare tutto nello stesso momento, oppure seminare in autunno il frumento e a febbraio il favino o il pisello oppure ancora la lenticchia; 2) la leguminosa può essere seminata a spaglio o a fila, ovvero tra le file, mantenute più larghe, del frumento. La semina a spaglio è senza dubbio più agevole, quella a file ottimizza l’uso del suolo e l’intercettazione della luce; 3) posso portare a raccolta entrambe le colture o sacrificare, usare come coltura di servizio, la leguminosa. Ad esempio il favino seminato in contemporanea con il frumento, può essere fermato meccanicamente a primavera avanzata. Questa opzione (meccanizzazione disponibile permettendo) aumenta ulteriormente l’azoto a disposizione del frumento. Se invece raccolgo entrambe le colture, potrò poi usarle assieme (ma in quel caso non per fare pane), oppure separarle successivamente con un vaglio. Se le voglio separare è opportuno che mi faciliti la vita con colture dai semi di dimensioni ben diverse.
Come tutte le tecniche agronomiche che complicano l’agroecosistema, anche la trasemina o consociazione porta diversi vantaggi, non solo l’aumento di azoto disponibile. Infatti tiene a bada le infestanti, non lasciando loro spazio di sviluppo; nel caso della bulatura consente una rapida copertura del suolo dopo la trebbiatura; in tutti i casi aumenta la biodiversità e anche la resilienza della coltura, nel senso che comunque vada il meteo qualcosa porto a casa e, nel caso delle leguminose da granella, le metto in condizioni migliori di crescita, perchè possono usare il cereale come tutore, cosa che agevolerà pure la trebbiatura.
Ci possono essere anche dei casi problematici, utile considerarli e, in caso, preparare un piano B. Se la stagione è siccitosa, ci può essere competizione per la poca acqua tra il cereale e la leguminosa. In tal caso o scelgo una leguminosa che si ferma da sola nei momenti più caldi, come il trifoglio sotterraneo, oppure dovrò farlo meccanicamente, come nell’esempio del favino.
Una bella gamma di opzioni per scegliere la formula di consociazione che meglio si adegua al proprio territorio, alla propria azienda, parco macchine disponibile, tipo di suolo e tante altre caratteristiche!