Dalla puntata del 21 dicembre 2025 di Vita nei Campi di Rai Radio 1 del Friuli Venezia Giulia: intervento di Cristina Micheloni. Clicca QUI per ascoltare la puntata.
Ed è la volta in cui cercheremo di fare un minimo di chiarezza su miscugli e popolazioni evolutive di frumento.
Un glossario minimo:
MEB, acronimo che sta per Materiale Eterogeneo Biologico, ovvero un insieme di semi all’interno del quale non vi sia uniformità, come quando parliamo di varietà o di clone, ma un buon grado di diversità tra i singoli individui e non vi sia nemmeno stabilità del profilo genetico ma un buon grado di evoluzione nel tempo.
I MEB, per quanto riguarda il frumento, di cui noi continuiamo ad occuparci, si declinano in
• miscugli, ovvero una vera miscela fisica di semi di varietà diverse. Miscugli che posso fare da solo prendendo una certa quantità di varietà che hanno delle caratterirtiche che mi piacciono e seminandole tutte assieme. I miscugli possono essere;
◦ statici, se ogni anno riparto ricomponendo il miscuglio con identiche percentuali delle medesime varietà;
◦ dinamici, se il seme di anno in anno lo ottengo dalla massa seminata e raccolta, quindi già mescolata. In questo caso la percentuale delle singole varietà cambia di anno in anno, a seconda del meteo e delle condizioni di coltivazione, portando ad un’evoluzione dell’insieme dei semi e delle caratteristiche della granella ottenuta.
• popolazione evolutiva è un insieme di semi ottenuti da centinaia e spesso migliaia di incroci (fatti dai genetisti con strumenti di genetica classica) e riuniti in un unico “sacco di seme”. Rispetto ai miscugli la biodiversità è molto più elevata ed anche più mirata, perchè negli incroci i ricercatori scelgono le caratteristiche delle piante di origine in modo più preciso e sinergico. Negli anni successivi, il seme deriva dall’insieme seminato, ma è buona regola dedicare un appezzamento specifico alla produzione di seme e non usare la massa della granella seminata per l’uso alimentare o zootecnico. Ciò perchè, se la semina è su un appezzamento dedicato, quindi di dimensioni limitate, è possibile tenere d’occhio la coltura durante tutte le fasi e andare a togliere piante diverse, piante che non ci piacciono o che possono danneggiare il seme. Ovvio che negli anni la popolazione cambia, evolvendo con il clima, le preferenze degli agricoltori, le tecniche di coltivazione ecc.
• cleistogama, è una pianta i cui fiori si impollinano “a porte chiuse”, in pratica il fiore non si apre e non c’è scambio di polline, quindi la progenie è molto ma molto simile al genitore. Il frumento è cleistogamo, anche se un 1% di polline “galeotto”, ovvero di altro fiore, ci può essere.
Perchè tutta questa predica sui MEB? Perchè sono uno strumento assai interessante per farsi un seme adattato alla propria azienda e al tipo di pane che si vuole produrre e perchè sono un modo economico ed efficace per affrontare l’imprevedibilità e gli estremi climatici. Vanno però prodotti e usati con consapevolezza e cura, non si tratta di prendere e mescolare tanto va tutto bene. Altra cosa importante: il tempo! Ci vanno degli anni affinchè un MEB si adatti al luogo e dia soddisfazione.