Dalla puntata del 7 giugno 2026 di Vita nei Campi di Rai Radio 1 del Friuli Venezia Giulia: intervento di Cristina Micheloni. Clicca QUI per ascoltare la puntata.
A costo di essere pedante, sottolineo come siamo arrivati alla settima puntata su come fare viticoltura bio in Friuli e non abbiamo ancora parlato di difesa! Oggi è la volta buona, ma l’ho sottolineato perchè troppo spesso si pensa che basti sostituire il rame e lo zolfo a Folpet, Tetraconazolo e loro allegri compagni per ottenere dell’uva bio.
Ebbene, una viticoltura bio di sostituzione non funziona, semplicemente in tal modo non si raccoglie uva e nemmeno le ricadute positive su biodiversità, fertilità del suolo e resilienza ai cambiamenti climatici cui il biologico mira!
E questo per esortarvi a riascoltare le precedenti 6 puntate prima di focalizzare sulle strategie di difesa o, meglio, per riassumere gli elementi che costituiscono la strategia, prima di pensare al controllo diretto di peronospora, oidio e compagnia.
Ci sono alcuni elementi che ancora non ho citato e sono la gestione della chioma: fate tutto ciò che porta aria dentro la vegetazione e attorno al grappolo, ovvero sfogliature, spollonature e, se opportune, alcune cimature o altri modi per fare in modo che le parti alte e tardive della vegetazione non vadano a impedire una buona ventilazione. Tutto ciò diminuisce drasticamente il rischio di peronospora e botrite. Attenzione però che la foglia serve non solo a fare la fotosintesi ma anche a impedire le scottaure del grappolo e, in generale, ad abbassare le temperature estreme, non solo facendo ombra ma anche attraverso la traspirazione.
Quindi alleggerire la vegetazione sì, ma con giudizio, meglio evitare di averne troppa con una fertilizzazione non razionale.
Altro pilastro della strategia è il sapere con che cosa abbiamo a che fare e su questo nell’ultimo decennio la tecnologia ci aiuta non poco, mi riferisco agli strumenti per il monitoraggio del meteo e della vegetazione e collegati modelli previsionali e, se non avete voglia di usarli in prima persona potete far ricorso ai bollettini di difesa che vengono puntualmente e tempestivamente emessi da ERSA, dai Consorzi delle DOC e da AIAB FVG, fatevi un giro tra siti, FB e Telegram e trovate tutto.
Infine, come diceva un bravo tecnico toscano: la principale tecnologia della viticoltura di precisione sono gli scarponi, nel senso che in vigneto bisogna andarci, starci e osservare con occhio preparato e la necessaria frequenza.
Adesso tutti starete aspettando la lista dei prodotti da utilizzare, ma vi deluderò e vi rimando proprio ai bollettini di difesa bio che contengono non solo i prodotti ma i modi ed i tempi corretti ed efficaci con cui usarli:
https://www.aiab.fvg.it/…/16-26-bollettino-viticoltura…/
Il biologico non è convenzionale con prodotti diversi, è un sistema integrato in cui l’agronomia fa il lavoro pesante e i prodotti chiudono le finestre di rischio residue.